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Coronavirus e Aftermarket: intervista ad Alex Ashmore di Delphi Technologies

Il coronavirus è stato un evento straordinario che ha cambiato drasticamente la quotidianità  in modo imprevedibile. In questa intervista, Alex Ashmore, Senior Vice President e President Aftermarket di Delphi Technologies racconta del modo in cui la pandemia ha influenzato l’industria automobilistica soprattutto per quanto riguarda il mercato aftermarket.

In che modoil Coronavirus ha influenzato l’industria automobilistica per quanto riguarda il mercato aftermarket?

Sono in questo settore da oltre 30 anni e ho avuto modo di fare esperienza sia nel mercato europeo che in quello asiatico, prima di arrivare a Delphi Technologies. Durante la mia carriera ho visto molti alti e bassi del settore, la crisi peggiore prima di questa pandemia è stata la crisi finanziaria del 2007-2009 che ci ha mostrato quanto possa essere resistente il mercato aftermarket. In quei due anni di crisi finanziaria ho assistito ad un crollo delle vendite di auto nuove del 42% negli Stati Uniti, mentre le vendite nel mercato aftermarket hanno registrato un calo solo dell’1%.

Gli effetti del coronavirus hanno coinvolto il mercato aftermarket molto velocemente. E’ iniziata con una crisi interna e di offerta in Cina, che si è trasformata rapidamente nel più grande calo mai registrato nella domanda globale per il mercato aftermarket. Siamo passati dai piani di recupero della produzione alla protezione dei nostri dipendenti, dal risparmio sui costi, alla protezione della liquidità.I leader di mercato aftermarket hanno affermato molte volte che “il mercato aftermarket è anticiclico e resiliente alla recessione”, ma questa volta è diverso. C’è stato un improvviso e drammatico calo della mobilità e del numero di veicoli in circolazione. Una volta che il Paese è entrato in lockdown, la mobilità delle automobili è diminuita di circa l’80%

Nonostante questo, il mercato aftermarket si riprenderà più rapidamente rispetto alla vendita di automobili, dove la domanda sarà più bassa per diverso tempo a causa dell’andamento economico negativo . Il mercato aftermarket trarrà beneficio all’aumentare dell’età media del veicolo, il che significa più riparazione e manutenzione.

Il settore delle auto è stato influenzato maggiormente finora, ma come hanno reagito gli altri segmenti di veicoli durante il lockdown?

E’ interessante notare come i veicoli commerciali e agricoli non abbiano subito molto l’impatto del covid. Ci sono molte persone coraggiose che hanno continuato a lavorare per mantenere attivi i servizi essenziali. Inoltre i consumatori scelgono servizi di consegna a domicilio per gli acquisti di prima necessità. Per questo motivo stiamo assistendo ad un aumento di investimenti per moto e furgoni. Penso infine che potremmo vedere una maggior attenzione ai prodotti “ecologici” o “rigenerati” , poiché le persone stanno uscendo dalla crisi con maggiore consapevolezza verso i problemi ambientali ed i governi sfruttano questa l’opportunità per dare impulso a queste aree dell’economia.

L’industria automobilistica dovrà ripensare il modo in cui opera in un mondo post-pandemia?

Assolutamente. L’industria automobilistica si stava già muovendo verso la digitalizzazione e la pandemia ne ha accelerato il processo. Possiamo notare un “cambiamento dipasso” nella vendita online con una modifica dell’interazione basata su showroom che durerà a lungo. In questo momento, i concessionari di automobili stanno aggiornando la loro presenza online per vendere auto. Le sole prenotazioni di servizi online dovrebbero aumentare del 32%, mentre le vendite di ricambi online mantengono un aumento del 64% rispetto allo scorso anno. Non potranno mai tornare ai metodi tradizionali per fare business. Anche i negozi di ricambi auto ed i distributori stanno registrando un aumento significativo dei consumatori che utilizzano l’e-commerce. Nella catena di distribuzione stiamo notando come il distanziamento sociale abbia creato la necessità di automazione nella produzione e nei magazzini per ridurre il rischio di contagio.Sappiamo che l’industria automobilistica si sta muovendo verso l’elettrificazione e la guida autonoma e ciò continuerà, ma sta diventando sempre più chiaro che i produttori sceglieranno di raddoppiare gli investimenti nelle scelte ecologiche ,come l’ elettrificazione. a spese di investimenti sulla guida autonoma, almeno nel breve termine. Il passaggio verso la sostenibilità e una mobilità più verde (ecologica) non è guidato solo dai consumatori ma anche dai governi. Ciò include il concetto di officina “pulita/ecologica”.Il COVID-19 sta accelerando il cambiamento verso la digitalizzazione, l’e-commerce, il consolidamento e l’automazione nel settore automobilistico, fattori che rimodelleranno il business nel mondo post-pandemia.

Le officine indipendenti sono una parte importante del mercato aftermarket e sono fortemente condizionate dalla riparazione e dalla manutenzione dei veicoli privati. Come pensa che la pandemia possa colpire questo settore del business ?

Complessivamente abbiamo visto un minor numero di persone sulle strade ed una riduzione dei chilometri percorsi dai veicoli, il che riduce la necessità di manutenzione, sebbene i livelli di traffico stiano nuovamente aumentando in molti paesi. Con meno auto sulle strade, ci sono meno collisioni, il che significa, per le officine, meno opportunità di business da riparazioni di incidenti. Ma possiamo anche notare un aumento dell’uso di vetture private a causa dei bassi prezzi del carburante e dell’avversione all’utilizzo dei mezzi pubblici. Alcune attività potrebbero vedere diminuire il loro business a causa di un cambiamento nelle abitudini dei consumatori ma queste opportunità apparentemente perse si sono appena spostate verso mercati diversi.

Veicoli per le consegne, veicoli datati, formazione online, fai da te, elettrificazione, prodotti e servizi ecologici –Ora è il momento di cercare queste opportunità di crescita nei micro-mercati e indirizzare a queste opportunità il Vostro marketing ed investimenti. Prendetevi il tempo necessario ora per partecipare alle sessioni di formazione online incentrate su queste tecnologie emergenti per sfruttare i tempi “inattivi”. Le officine potrebbero voler cercare servizi a maggior valore aggiunto generati, ad esempio, dall’estrazione di dati dai veicoli attraverso la diagnostica, ricerca ricambi e soluzione al consumatore uniche e complete.Soprattutto, assicuratevi che i vostri dipendenti e clienti si sentano al sicuro, predisponendo protocolli di salute e sicurezza efficaci, pulizia, viaggi e dispositivi di protezione individuale.

L’industria aftermarket ha visto diminuire i tassi di riparazione fai-da-te con l’aumento della complessità dei veicoli. Ha notato questo cambiamento?

E’ vero che, anno dopo anno, assistiamo a meno riparazioni fai-da-te con l’aumento della complessità dei veicoli. Tuttavia, abbiamo visto aumentare le vendite di ricambi e accessori ai singoli consumatori durante il lockdown. Le persone ora hanno più tempo e questo fattore, abbinato alla praticità dello shopping online, si tramuta in una riparazioni fai-da-te, con il supporto di video online, risparmiando denaro. Questo potrebbe non essere un cambiamento a lungo termine ma qualcosa di cui i fornitori ed i distributori devono essere consapevoli per aiutare a generare consapevolezza del marchio e sostenere la fiducia dei consumatori.

Un’ultima domanda: come leader del mercato aftermarket, quali sono le Vostre priorità durante questo periodo di incertezza? Potete offrire qualche consiglio agli altri?

 Innanzitutto, proteggere le persone, i clienti e gli investitori. Prepararsi per un futuro in cui personale e organizzazione siano flessibili, ed investire in tecnologie e infrastrutture per supportare il lavoro da remoto e la collaborazione virtuale. Poiché molte aziende stanno pensando ad una riapertura è necessario prevedere un ritorno al lavoro in sicurezza, con particolare attenzione alla salute, alla pulizia, alle politiche relative alle trasferte, alla necessità di avere dispositivi di protezione individuale adeguati. Inoltre, vedo la necessità di migliorare e indirizzare diversamente i piani di marketing. Le tendenze di mercato si evolveranno e dobbiamo adeguarci rapidamente favorendo sempre più la digitalizzazione dalle aree front-end di vendita, marketing, supporto tecnico ed anche il back-end per contribuire a fornire un servizio eccellente. Ancora una volta, dobbiamo cercare le opportunità di crescita dei micro-mercati ed indirizzare il nostro marketing e di conseguenza gli investimenti: Veicoli per le consegne, veicoli datati, formazione online, fai da te, elettrificazione, prodotti e servizi ecologici. Quindi unisci diagnostica, ricambi e servizi per una soluzione unica e completa.L’ultimo punto è la collaborazione. Siamo tutti nella stessa situazione. Il vincolo di liquidità dell’industria automobilistica quest’anno renderà difficile finanziare gli investimenti necessari per il futuro ma insieme dovremo assumerci i rischi con cauto ottimismo per quanto riguarda i livelli di stock e la capacità produttiva, in modo da riattivare l’attività. Le catene di approvvigionamento si adegueranno per evitare la vulnerabilità dell’eccessiva dipendenza da un singolo paese o fornitore con il ritardo che ne consegue. Stiamo elaborando un percorso verso il futuro per essere pronti nel momento in cui le disposizioni dei lockdown finiranno, stiamo creando inoltre pianireciproci per garantire che il mercato aftermarket si riprenda il più rapidamente possibile. Abbiamo bisogno di sforzi collettivi da parte di tutti i leader del mercato aftermarket per proteggere le nostre imprese ed economie. Il mondo post COVID-19 sarà definito dalle azioni che intraprenderemo. Come leader, abbiamo l’obbligo di mitigare le ripercussioni economiche generali e l’impatto sull’occupazione di questa pandemia. Lavoreremo insieme per rimodellare il futuro del mercato aftermarket.