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Acquisto auto: l’inflazione favorisce benzina e diesel

L’inflazione rallenta la transizione elettrica e in un anno l’interesse degli italiani per l'acquisto di auto a benzina e diesel aumenta dell'11%. L’analisi di Deloitte

Una recente analisi della società di consulenza Deloitte fornisce una fotografa aggiornata di come l’inflazione favorisca benzina e diesel in caso di acquisto di un’auto nuova.

Questo e molto altro emerge dalla “Global Automotive Consumer Survey” di Deloitte, una ricerca periodica condotta in 26 Paesi su un campione di oltre 26 mila rispondenti.

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Inflazione e aquisto auto: sfavorito l’elettrico

I consumatori italiani sentono il peso del caro vita e diventa sempre più difficile acquistare un’auto elettrica e fare scelte attente all’ambiente, virtuose ma costose.

E così nel 2023 sempre più consumatori sono tornati a considerare i veicoli diesel e benzina al momento dell’acquisto di una nuova auto.

Rispetto all’anno precedente la preferenza dei consumatori italiani per i veicoli a benzina e gasolio è rimbalzata dal 19% al 30% (43% la media europea).

I dubbi sull’acquisto di un’auto elettrica, oltre al prezzo

Come emerge dal report di Deloitte, la maggioranza degli italiani si aspetta di spendere meno di 50mila euro per l’acquisto del veicolo elettrico.

Oltre al caro-vita, i consumatori italiani nutrono ancora dubbi sull’opportunità di acquistare veicoli elettrici.

A preoccupare maggiormente sono:

  • l’autonomia di guida (45%)
  • il tempo di ricarica delle batterie (40%)
  • il costo di sostituzione della batteria (38%)

Questi timori sono però in calo rispetto ai valori del 2023.

Inoltre, pesa la mancanza di una adeguata rete pubblica di infrastrutture di ricarica: sia in Italia (54%), sia nel resto dei Paesi europei esaminati (media europea 59%), più della metà dei consumatori prevede di dover ricaricare il proprio veicolo a casa.

Inflazione e ambiente  

  • Nonostante il carovita stia frenando la diffusione delle auto elettriche, l’attenzione dei consumatori italiani per la sostenibilità ambientale rimane alta.
  • Anche nel 2024, infatti, nel nostro Paese la preoccupazione per l’ambiente sarà la prima ragione (51%) per scegliere un veicolo elettrico, mentre a livello europeo prevale, in media, l’aspettativa di un risparmio sui costi del carburante (53%).
  • L’attenzione per l’ambiente, dunque, è un driver di scelta che continua a superare il costo del carburante (45%) e la disponibilità di incentivi (36%).
  • Inoltre, Il 70% dei consumatori italiani è preoccupato per l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita di una batteria EV, evidenziando la necessità di strategie di sostenibilità chiaramente definite lungo tutta la catena del valore della produzione.

Italiani poco “fedeli” ai brand auto, anche per i prezzi

Un numero significativo di consumatori italiani sta pensando di cambiare marca di veicolo (70% in Italia vs 54% media europea).

Tra i motivi per cui i consumatori italiani vogliono cambiare marca prevalgono:

  • il “desiderio di provare qualcosa di diverso” (38%).
  • il desiderio di accedere di “provare nuove tecnologie e/o caratteristiche” (34%) e la “convenienza” (24%).
  • Inoltre, il prezzo come fattore chiave per la scelta di un nuovo marchio è passato dal 31% del 2023 al 56% del 2024.
  • La qualità del prodotto (-10p.p.) mantiene la sua rilevanza come secondo driver chiave (54% in Italia).

Acquisto auto nuova: canali online connettività extra

I consumatori italiani affermano di aver bisogno di:

  • interagire fisicamente con l’auto da acquistare (79% vs 82% media europea) o con venditori in persona (82% in linea con media europea);
  • negoziare l’offerta migliore di persona (81% vs 78% media europea);
  • fare un giro di prova (69% vs 79% media europea), dimostrando che potrebbe essere difficile passare a un processo di acquisto interamente online.

Inoltre, rimane bassa la disponibilità a pagare un extra per le tecnologie di connettività avanzata sia in Italia sia nella maggior parte dei mercati europei (27% in Italia vs 21% media europea).

Mobilità alternativa, preferita dai più giovani

  • In un contesto di incertezza economica, un numero significativo di consumatori più giovani (18-34 anni) è almeno in parte (28% in Italia) interessato a rinunciare completamente alla proprietà del veicolo a favore di un modello di abbonamento.
  • Persistono però preoccupazioni sul costo totale della proprietà, sulla disponibilità del veicolo e sulla percezione di canoni mensili più elevati.
  • Convenienza (40%) e prevedibilità dei costi (34%) sono le caratteristiche più rilevanti per i consumatori italiani interessati ai servizi di abbonamento ai veicoli.
  • La possibilità di cambiare i veicoli (33%), la disponibilità dei veicoli (28%) e la flessibilità del modello (27%) sono le altre caratteristiche più ricercate dai consumatori interessati ai servizi di abbonamento.

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L’elettrico segna il passo

Commenta Franco Orsogna, Automotive Sector Leader di Deloitte:

  • “A fronte degli elevati prezzi dei veicoli elettrici, i persistenti limiti infrastrutturali e la perenne incertezza economica, l’interesse dei consumatori per i veicoli elettrici in molti mercati, tra cui l’Italia, continua ad essere limitato ed è addirittura sceso rispetto allo scorso anno”.
  • “Così, nonostante i tagli ai prezzi da parte di alcuni produttori e gli incentivi governativi volti a rendere i veicoli elettrici più accessibili, la corsa verso l’elettrificazione del settore automotive dopo gli “early-adopters” segna il passo”.

Inflazione, consumatori e auto nuova

  • Spinti dall’inflazione, il 43% degli europei e il 30% degli italiani (+11% in un anno) sono tornati a considerare veicoli benzina o diesel al momento dell’acquisto di una nuova auto
  • La maggioranza degli italiani vorrebbe spendere un budget massimo di 50 mila euro per l’acquisto di un veicolo elettrico
  • Gli italiani si confermano più attenti alla sostenibilità della media europea: per gli italiani il primo motivo di acquisto di un veicolo elettrico è la preoccupazione per l’ambiente (51%), mentre a livello europeo prevale l’aspettativa di risparmio sul carburante (media europea 53%)
  • I servizi di connettività extra non sfondano nei mercati europei: solo il 27% degli italiani e il 21% della media dei consumatori europei è disposto a pagarli
  • Quasi 1 giovane consumatore italiano su 3 (28%) è aperto all’ipotesi di rinunciare alla proprietà dell’auto e di usare servizi di abbonamento