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HParts: l’intervista a Gaetano Riccio

HParts - con Airtop, Coram e Gammaplast - ha raggiunto con successo gli obiettivi economici del 2025 e si appresta a chiudere l’anno corrente con altrettanta positività. Come ci racconta Gaetano Riccio, AD della holding

Il 2025 è stato un anno importante per HParts, holding italiana che riunisce tre realtà specializzate in diversi segmenti dell’aftermarket: Air Top Italia, Coram e Gammaplast. L’azienda ha raggiunto gli obiettivi prefissati, compiendo un ulteriore passo in avanti grazie all’integrazione di Omec all’interno di Coram, operazione che ha rafforzato l’offerta di prodotti e le sinergie industriali e commerciali. In questa intervista, Gaetano Riccio, amministratore delegato di HParts, traccia un bilancio dell’ultimo anno, analizza le prospettive del 2026 e approfondisce le strategie di sviluppo delle singole aziende del gruppo, soffermandosi sulla complementarità dell’offerta, su distribuzione e mercati esteri e infine sulle sfide rappresentate dal costante aggiornamento delle gamme e dall’aumento dei costi delle materie prime.

Riccio, come è andato il 2025 per HParts?

“Il 2025 è stato un anno molto importante, perché il gruppo ha incrementato il numero delle aziende che fanno parte del progetto HParts. A fine anno, tramite Coram, è stata inserita nel gruppo Omec, azienda di Carate Brianza (MB) specializzata nella produzione e commercializzazione di kit catena e pulegge. Questa operazione ci ha consentito di integrare in Coram due nuove linee di prodotto e oggi possiamo presentarci sul mercato con un’offerta più completa. A livello globale, abbiamo raggiunto il budget prefissato, pur in un anno a due velocità: una prima parte molto più dinamica e una seconda più tranquilla. Abbiamo performato bene soprattutto in ambito off-road e agricolo con Airtop Italia, che si occupa di produzione di filtri cabina; Gammaplast ha consolidato la propria clientela e aumentato la presenza sui mercati esteri grazie al continuo processo di integrazione e cross-selling tra le aziende del gruppo, che garantisce alla nostra rete commerciale un’opportunità in più nei confronti dei clienti”.

Quali aziende compongono oggi HParts e che risultati hanno raggiunto?

“Oggi il gruppo è composto da tre aziende. Gammaplast produce e commercializza materiali plastici usa e getta per la cura della vettura: copri sedili, copri tappetini, copri volanti, sacchi porta ruote, film mascheratura. Air Top Italia, l’azienda storica del gruppo, la più grande, con un fatturato di 14 milioni di euro, progetta, produce e commercializza filtri abitacolo per l’automotive, l’agricolo, l’off-road e da qualche anno anche per l’edilizia. Coram, che da novembre 2025 incorpora Omec, realizza e commercializza cuscinetti ruota, cuscinetti reggispinta, kit tendicinghia, kit catena, pulegge e crociere. Riusciamo a coprire vari canali distributivi: siamo presenti nel primo impianto, OES, distribuzione indipendente e con Gammaplast anche all’interno di concessionari auto, flotte e carrozzerie. Nel 2025 abbiamo registrato circa 27 milioni di euro di fatturato consolidato. Abbiamo appena approvato il piano triennale 2027-2029 che prevede una crescita sia organica sia per linee esterne, con alcuni progetti di acquisizione già sul tavolo, che potrebbero portare all’ingresso di nuove realtà”.

Quali sono i vostri criteri chiave quando valutate l’acquisizione di una nuova azienda?

“Per noi è importante aggregare aziende che siano sinergiche con le altre del gruppo. Le sinergie possono essere produttive, logistiche e soprattutto commerciali. Storicamente HParts cerca di acquisire aziende in buona salute, che possano portare in tempi rapidi un valore aggiunto al gruppo. Seguiamo questa filosofia dal 2015 e fino a oggi ci ha garantito risultati molto positivi”.

Che peso ha l’Italia nel vostro business e come si differenziano le varie aziende?

“Realizziamo circa il 40% del fatturato in Italia e il 60% all’estero. Air Top Italia e Gammaplast sono storicamente molto forti sul mercato nazionale, soprattutto perché la collaborazione con i nostri principali distributori è collaudata da lunga data. Coram è invece più orientata all’export, con una quota di circa il 70%”.

Entriamo nel dettaglio delle singole aziende: partiamo da Air Top Italia…

“Air Top Italia sta crescendo sempre di più nei mercati off-road e agricolo, che oggi rappresentano circa il 65% del fatturato. Siamo fornitori di primo impianto e OES per la maggior parte dei costruttori di trattori e macchine agricole: lavoriamo con CNH, Same, Kubota, Kumatsu, Claas, Caterpillar, John Deere. Questo ci dà una forza notevole e crea un effetto volano anche sull’aftermarket indipendente, dove lavoriamo con i principali distributori europei. È un settore con meno concorrenza rispetto all’automotive e che riconosce maggiormente il valore del prodotto. Per questo continuiamo a investire nell’ampiamento della gamma, nella ricerca e sviluppo e in una business unit dedicata.

Per quanto riguarda la parte auto, in Italia abbiamo una quota di mercato importante e lavoriamo con tutti i principali distributori. All’estero lavoriamo molto bene in Spagna, dove abbiamo un deposito che garantisce consegne rapide a distributori e ricambisti. Siamo forti anche in Germania per il settore agricolo, in Ungheria per i filtri abitacolo auto, così come nell’Est Europa, dove è fondamentale intercettare il distributore giusto, come abbiamo fatto in Romania e Polonia. Una volta che iniziamo a lavorare con i distributori è molto difficile che si creino dei problemi: noi cerchiamo di mantenere gli standard e di crescere in maniera profittevole, evitando i mercati che non ci garantiscano la giusta redditività.

Fondamentale è anche la nostra attività di ricerca e sviluppo, basata principalmente sul reverse engineering: individuiamo i prodotti mancanti in gamma, acquistiamo i campioni, ne verifichiamo la producibilità e analizziamo il potenziale commerciale prima di investire. Stiamo inoltre monitorando con attenzione l’evoluzione delle auto cinesi e delle nuove motorizzazioni. Siamo comunque abbastanza immuni all’eventuale cambiamento tecnologico, visto che i prodotti che realizziamo continueranno ad avere mercato anche in uno scenario di crescente elettrificazione”.

Coram ha incorporato Omec. Quali sono i vantaggi di questa operazione?

“Dal 30 dicembre 2025 Omec è fusa per incorporazione in Coram. Oggi ragioniamo come un’unica realtà, pur mantenendo due siti produttivi e logistici. Abbiamo razionalizzato le attività, concentrando alcune produzioni in una sede e altre nell’altra.

Il 2026 è un anno cruciale perché stiamo lavorando all’integrazione delle reti distributive, degli acquisti e della logistica. I primi risultati sono molto positivi: abbiamo iniziato a proporre ai clienti storici di Coram prodotti che prima non avevamo in gamma, come pulegge, kit catena, kit ruota e il mercato ha recepito bene il cambiamento. Siamo convinti che le sinergie generate dall’operazione porteranno benefici economici importanti già nel breve periodo. Coram ha una grande opportunità nel private label e nelle forniture a grandi aziende che decidono di esternalizzare alcune produzioni.

La forza di Coram è essere un’azienda flessibile e veloce, capace di garantire qualità europea e tempi di consegna competitivi. L’obiettivo resta mantenere un equilibrio corretto tra clienti private label, primo impianto e distribuzione aftermarket, costruendo rapporti di lungo periodo soprattutto con i distributori”.

Gammaplast è considerata la “pepita grezza” del gruppo. Ci spiega perché?

“Gammaplast è un’azienda di nicchia, con prodotti di eccellenza qualitativa e un enorme potenziale di crescita. Lavoriamo con i principali distributori che servono officine e carrozzerie, con alcune case automobilistiche, flotte e operatori del settore assicurativo. Il valore aggiunto è la customizzazione: realizziamo prodotti personalizzati al 100% che diventano strumenti di marketing e visibilità per il cliente. Inoltre, garantiamo un servizio logistico unico, arrivando a consegnare prodotti personalizzati in 48 ore anche nelle zone più periferiche. Stiamo ottenendo risultati molto interessanti soprattutto all’estero e in alcuni casi abbiamo inaugurato nuovi rapporti commerciali, proprio grazie ai prodotti Gammaplast”.

Quali sono i prossimi passi del percorso di crescita di HParts?

“Consideriamo il 2026 un anno di transizione e di consolidamento dei risultati raggiunti negli anni scorsi. Abbiamo fatto un forecast prudente perché alcune aziende, soprattutto Gammaplast, subiscono gli aumenti delle materie prime. Plastica e alluminio hanno registrato rincari molto pesanti.

Nella seconda parte dell’anno investiremo soprattutto nelle risorse umane, nel marketing e nell’area commerciale, continuando il lavoro di integrazione tra Coram e Omec e creando sinergie tra reti distributive e acquisti.

Siamo convinti della strategia intrapresa e continuiamo a cercare persone che portino passione, entusiasmo e valore aggiunto. La crescita passa anche dal racconto del progetto HParts e per questo partecipiamo alle principali manifestazioni di settore, sempre come gruppo. Continueremo a presidiare il mercato turco e, dopo l’esperienza positiva di Automechanika Buenos Aires, guardiamo con interesse anche ai mercati internazionali emergenti. L’obiettivo è presentarci sempre come un’unica realtà capace di offrire un portafoglio prodotti ampio e complementare”.

a cura di Andrea Martinello