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Aftermarket in crescita nel primo semestre 2026: +3,1%

Il nuovo Barometro Aftermarket ANFIA amplia l’analisi da cinque a otto famiglie prodotto, sette delle quali registrano un segno positivo nel periodo gennaio-giugno 2026

Il fatturato aftermarket, inteso come fatturato della filiera IAM, ovvero dei produttori di componenti verso il mondo della distribuzione IAM, registra una crescita del 3,1% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato emerge dal nuovo Barometro Aftermarket ANFIA, strumento mensile messo a disposizione dall’Area Studi e Statistiche dell’Associazione per offrire una lettura tempestiva e strutturata dell’evoluzione del mercato dei ricambi automotive. Il nuovo Barometro è elaborato sulla base dei dati forniti da Standard & Testing, spin-off del Politecnico di Torino. La nuova rilevazione mantiene la classificazione per famiglie prodotto utilizzata negli anni passati, ampliandola da 5 a 8 famiglie, così da restituire una fotografia più articolata delle dinamiche del mercato.

Nel primo semestre 2026, la crescita del fatturato interessa sette delle otto famiglie prodotto. L’incremento più significativo si registra per la famiglia Trasmissione e frizione (+4,7%), seguita dai Componenti undercar (+4,5%) e dai Materiali di consumo (+4%). Crescono inoltre l’Impianto frenante (+3,4%), i Componenti di carrozzeria e abitacolo (+3,0%), lo Sterzo e sospensioni (+2,8%) e i Componenti motore (+2,5%). Infine, i Componenti elettrici ed elettronici risultano stabili rispetto al primo semestre 2025 (+0,0%).

La crescita continua a essere sostenuta in parte dai prezzi, soprattutto per Carrozzeria e abitacolo, dove l’aumento medio dell’11,3% compensa una contrazione dei volumi del 7,5%. Lo stesso vale, seppur in misura minore, per Componenti motore e componenti undercar. Nei comparti maggiormente legati alla manutenzione emerge, tuttavia, un progressivo recupero della domanda: a giugno crescono sensibilmente i volumi di vendita delle famiglie Trasmissione e frizione (+8,1%), Materiali di consumo (+7,3%), Sterzo e sospensioni (+5,2%) e Impianto frenante (+4,4%). Il quadro indica quindi un mercato in graduale consolidamento, con una composizione della crescita sempre meno dipendente esclusivamente dalla componente prezzo.

Nel primo semestre 2026, il mercato auto italiano ha totalizzato circa 936.000 immatricolazioni, oltre 80mila unità in più rispetto a gennaio-giugno 2025 (+9,5%). In tema di alimentazioni, a gennaio-giugno 2026 le immatricolazioni di auto a benzina risultano in calo del 17,1% e quelle delle auto diesel diminuiscono del 25,5%, rispettivamente con quote di mercato del 19,8% e del 6,9%. Le autovetture mild e full hybrid aumentano del 23%, con una quota del 49,5%. Le immatricolazioni di autovetture ricaricabili (BEV e PHEV) crescono dell’81% e hanno una quota del 17,5%. Nel dettaglio, le auto elettriche (BEV) registrano un incremento del 77,7%, con una quota dell’8,5%, mentre le ibride plug-in (PHEV) crescono dell’84,3%, rappresentando il 9% delle immatricolazioni da inizio anno. Infine, le auto a gas diminuiscono del 23,3% con una quota di mercato del 6,3%.

Il mercato delle auto usate, infine, al netto delle minivolture ai concessionari, ha chiuso il primo semestre 2026 in crescita del 3,4% rispetto a gennaio-giugno 2025.

“Il mercato aftermarket archivia i primi sei mesi del 2026 con una crescita del fatturato del 3,1%, un risultato positivo a cui ha contribuito anche un rialzo generalizzato dei prezzi medi, in accordo con la dinamica inflattiva dei prezzi al consumo nel periodo considerato – afferma Massimo Pellegrino, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA.

Gli incrementi delle vendite di auto sia nel mercato del nuovo che nel mercato dell’usato contribuiscono a delineare un parco circolante in evoluzione, ma con ritmi di ricambio ancora molto bassi, considerando che, a fine 2025, per le autovetture circolanti nel complesso sul territorio italiano, l’età mediana risulta pari a 13 anni, sostanzialmente la stessa del 2024. Circa il 42% delle auto circolanti appartengono alle classi da Euro 0 a Euro 4, quindi con un’anzianità dai 16 anni in su, elemento che può creare difficoltà di fornitura dei ricambi.

Con una quota di vetture ricaricabili del 17,5% sul totale immatricolato nel primo semestre dell’anno in corso e le ibride tradizionali al 49,5% è evidente che il mix delle vendite stia gradualmente assecondando il processo di elettrificazione, pur con tutti i limiti che, in Italia, ancora ne frenano la velocità di avanzamento. E’ chiaro che la filiera del post-vendita, seppur con tempi più dilatati, debba far seguito a questa tendenza e farsi trovare preparata al cambiamento. Per l’aftermarket indipendente, si tratta di continuare ad investire – in attrezzature e adeguamento delle competenze – innovare e competere, in un contesto in cui la concorrenza con la rete autorizzata si fa sempre più agguerrita, soprattutto sul terreno della qualità, convenienza e customizzazione del servizio. Una sfida non facile in una phase di forte instabilità economica e di evoluzione normativa incerta, visto che in UE la garanzia di mantenere un mercato realmente aperto, in cui tutti gli operatori possano avere un accesso equo ai dati, alle informazioni tecniche e agli strumenti necessari per intervenire sui veicoli rischia di essere messa in discussione.

La libertà di scelta del consumatore e una concorrenza equa tra gli operatori sono elementi essenziali per preservare un’offerta ampia e accessibile di servizi di manutenzione e riparazione, anche e soprattutto durante la transizione tecnologica in corso”.