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ADIRA, un anno da associazione di filiera: 76 imprese associate e una sola voce per l’aftermarket indipendente

Al Meeting Associati 2026 l’intervento di FIGIEFA sulle sfide europee del settore e la presentazione della Relazione sulla Filiera Aftermarket 2026, realizzata con il contributo di GIPA Italia

Gli associati ADIRA si sono riuniti oggi all’UNA Hotel Expo Fiera Milano di Pero (MI) per il Meeting 2026.

L’appuntamento cade a un anno dall’assemblea straordinaria del 22 ottobre 2025, che ha aperto l’associazione ad altri comparti della filiera indipendente. In agenda il quadro delle attività attuali di FIGIEFA e i risultati della seconda edizione della Relazione sulla Filiera Aftermarket, presentati dal Presidente Piergiorgio Beccari e da Andrea Boni, Responsabile Comunicazione e Mercato di ADIRA.

Da associazione della distribuzione ad associazione di filiera

Con il nuovo statuto approvato il 22 ottobre 2025, ADIRA, nata nel 2004 per rappresentare la sola distribuzione indipendente di ricambi, è diventata l’associazione degli operatori indipendenti della rete aftermarket nel loro complesso. I dossier seguiti dall’associazione avevano ormai una dimensione di filiera e interessavano trasversalmente tutte le categorie di operatori indipendenti.

A un anno di distanza ADIRA riunisce 76 imprese e gruppi associati in rappresentanza di circa 500 operatori, con un fatturato aggregato di circa 3 miliardi di euro. Accanto alle oltre 50 realtà della distribuzione auto, truck e moto, aderiscono oggi una ventina di imprese delle nuove categorie ammesse dallo statuto:

  • produttori di componenti;
  • aziende del remanufacturing;
  • editori di dati tecnici e commerciali;
  • fornitori di servizi tecnici e telematici;
  • società di formazione e di consulenza.

L’ampliamento ha già prodotto risultati concreti sul campo. ADIRA ha avviato un dialogo tecnico e giuridico con i costruttori cinesi presenti in Italia su accesso a ricambi, informazioni tecniche e dati del veicolo.

«Non si è trattato di un cambiamento soltanto formale», ha dichiarato Piergiorgio Beccari, presidente di ADIRA. «Oggi non rappresentiamo più un singolo segmento, ma un insieme di attori con interessi interdipendenti. Possiamo presentarci a costruttori e istituzioni, italiane ed europee, con una voce sola: quella di una filiera che chiede condizioni di concorrenza effettive per l’intero mercato indipendente, non per una sua parte.»

FIGIEFA: le sfide europee dell’aftermarket

Ad aprire i lavori è stato Alessandro Salimbeni, Senior Policy Advisor di FIGIEFA, con l’intervento “FIGIEFA e le sfide europee del settore aftermarket automobilistico”. FIGIEFA, di cui ADIRA è membro, rappresenta a Bruxelles la distribuzione indipendente di ricambi: 19 associazioni nazionali in 18 paesi e 5 gruppi commerciali internazionali.

Salimbeni ha passato in rassegna i principali dossier legislativi europei: il Data Act e la sua revisione nel Digital Omnibus, il regolamento di esenzione per categoria MVBER, il nuovo atto sull’omologazione 2026/699, il regolamento sui veicoli fuori uso e gli obiettivi sulle flotte aziendali a emissioni zero.

Sull’accesso ai dati del veicolo, il test sul campo di Caruso ha valutato 15 casi d’uso di riferimento. I requisiti formali del Data Act risultano ampiamente rispettati dai costruttori, ma le soluzioni attuali non consentono servizi multimarca professionali e scalabili: “conformità formale non è usabilità pratica”.

Salimbeni ha poi presentato la campagna #WeDriveEU, rivolta a oltre 100 decisori politici, economici e dei media per portare l’aftermarket al centro dell’agenda europea. Ha infine ricordato il ruolo delle associazioni nazionali come ADIRA: dialogare con il governo italiano e con i 76 eurodeputati italiani, e raccogliere i dati che sostengono l’azione di FIGIEFA a Bruxelles.

La Relazione sulla Filiera Aftermarket Italia 2026

Piergiorgio Beccari e Andrea Boni hanno poi presentato la seconda edizione della Relazione sulla Filiera Aftermarket di ADIRA, realizzata con il contributo di GIPA Italia. Il documento unisce macroindicatori, approfondimenti internazionali, un’indagine sui ricambi originali nel canale indipendente e l’analisi dei nuovi regolamenti europei.

  • Un mercato frenato dal potere d’acquisto. Il contributo di un circolante ampio e anziano viene compensato dall’inflazione che, anche a causa della situazione internazionale, erode la capacità di acquisto degli automobilisti e rallenta la crescita dei fatturati della distribuzione. I dati GIPA Italia sulle officine meccaniche indipendenti indicano passaggi a +2,1% e fatturato per passaggio a +5,6% nel primo semestre, con una frenata nel secondo trimestre: la crisi arriva “dal basso”.
  • Un parco numeroso e anziano. In Italia circolano 42 milioni di vetture, con un’età media di circa 13 anni e 709 auto ogni 1.000 abitanti, record europeo. Nel primo semestre 2026 le immatricolazioni di vetture sono cresciute del 9,7% e i passaggi di proprietà dell’usato hanno superato i 3,7 milioni.
  • L’avanzata della Cina. I costruttori cinesi valgono il 13,9% delle nuove immatricolazioni, quota quasi raddoppiata. Questa crescita assorbe gran parte della crescita complessiva delle immatricolazioni.
  • Un’elettrificazione lenta ma in accelerazione. Le auto elettriche circolanti sono 400.000, l’1% del parco; ma le immatricolazioni sono in significativo incremento. Secondo Motus-E il parco ricaricabile si attesterà tra i 7,8 e i 9,2 milioni di veicoli nel 2035.
  • Il nodo dei ricambi originali. L’indagine ADIRA su 409 operatori (176 della distribuzione, 233 della riparazione) mostra una ibridazione tra OES e IAM ad uno stadio iniziale nel quale il ricorso al ricambio originale non ha le caratteristiche di un business strutturato.
  • Nuove regole, nuove opportunità. Il Regolamento UE 2026/699 supera il “secure gateway” con un accesso gratuito basato sulla certificazione dell’operatore. Il Regolamento ELV 2026/1738, in vigore dal 13 agosto 2026, dà piena dignità giuridica a ricambi usati, ricondizionati e rigenerati.

«L’indagine sui ricambi originali, diffusa attraverso i nostri soci e le loro reti, dimostra il valore di una base associativa che copre l’intera filiera», ha commentato Andrea Boni, responsabile Mercato e Comunicazione di ADIRA. «La domanda di originale delle officine che la distribuzione indipendente non riesce a soddisfare si orienta verso il canale ufficiale. È un’area di business ancora poco strutturata.»

«Le opportunità normative andranno costruite e difese prima ancora che sfruttate», ha concluso Piergiorgio Beccari. «Difendere la concorrenza nell’aftermarket significa difendere il diritto a una mobilità sicura, sostenibile e, soprattutto, accessibile.»