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Rca: arriva il database antitruffa

Incrociando varie banche dati il sistema è in grado di rilevare "anolmalie" e individuare i sinistri a rischio truffa, avvisando automaticamente le Compagnie interessate

E' pronto l'archivio elettronico antifrodi Ivass, che dovrebbe far diminuire il numero di frodi e, di conseguenza, anche le tariffe dei premi.

L'archivio è collegato a una banca dati sinistri, una banca dati anagrafe testimoni e una banca dati anagrafe danneggiati. Incrociando i dati di queste banche dati è possibili individuare eventuali “anomalie”: ad esempio incidenti ripetuti nel tempo, con protagonisti gli stessi assicurati e magari gli stessi testimoni. In tal caso potrebbe esserci infatti una forde, ed ulteriori accertamenti possono confermarlo.

Per consentitre una maggiore affidabilità la procedura prevede l'utilizzo di due liste, la black list e la white list. La black list contiene i dati affetti da errori o incompletezze, che vengono pertanto esclusi e non concorrono al calcolo degli indicatori di anomalia. Nella white list rientrano invece i sinistri a rischio frode.

Dopo aver verificato e integrato i dati sui sinistri e aver calcolato gli indicatori di anomalia e il punteggio, il sistema avvisa automaticamente le assicurazioni interessate, che a loro volta possono richiedere le informazioni elaborate dall'agenzia Ivass per uno specifico evento. Le compagnie sono pertanto informate se un dato sinistro inserito sia a rischio truffa e possono procedere con ulteriori accertamenti.

Nella prima fase, che parte il 10 giugno 2016, ad essere saranno il registro dei periti, gli archivi della Motorizzazione, gli archivi sui patentati, e i dati sulle automobili dotate di black box. Nella seconda fase, per fine 2016, si aggiungeranno i veicoli rubati, gli attestati di rischio, il Fondo di garanzia vittime della strada

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