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Nuovo Regolamento di omologazione 858/2018: facciamo chiarezza

Con Piergiorgio Beccari, responsabile legale di Adira e Andrea Boni, responsabile della comunicazione, abbiamo fatto chiarezza sull’entrata in vigore, dal 1° settembre 2020, del Regolamento Europeo di Omologazione REG 858/2018. Altro tema affrontato nella tavola rotonda: il ruolo fondamentale dell'aftermarket per la ripresa

Dal 1° settembre 2020 entra in vigore il Regolamento Europeo di Omologazione REG 858/2018. Scopo del Regolamento è stabilire i principi in base ai quali i vari enti nazionali possono emanare e applicare le norme relative all’omologazione dei veicoli in osservanza delle pertinenti norme amministrative e i requisiti tecnici approvati dall’UE in materia di sicurezza e protezione ambientale.

Alcune interpretazioni trapelate dai media hanno generato di recente qualche apprensione nel mondo aftermarket. Per fare chiarezza in materia Parts ha organizzato una tavola rotonda, coinvolgendo due personalità che conoscono bene l’argomento: Piergiorgio Beccari, responsabile legale di Adira – Associazione dei distributori indipendenti di ricambi per autoveicoli – e Andrea Boni, responsabile della comunicazione di Adira.

Accesso ai dati garantito agli operatori indipendenti
Uno dei temi cruciali del regolamento 858 è quello dell’ accesso alle informazioni tecniche, in particolare quelle riguardanti la manutenzione e riparazione dei veicoli e quelle riferite alla diagnostica di bordo, cioè le cosiddette informazioni OBD. Come ha rassicurato Beccari, il diritto di accesso alle informazioni tecniche da parte di tutti gli operatori indipendenti viene riconosciuto, modernizzato e attualizzato dal nuovo regolamento. Il regolamento 858 è infatti è l’ultima espressione di questo riconoscimento e impone ai costruttori l’ obbligo di fornire agli operatori indipendenti l’ accesso a tutte le informazioni tecniche. “Dall’analisi del regolamento appare evidente come l’intento del legislstatore sia stato quello di garantire l’accesso alle informazioni tecniche e OBD al più ampio spettro di soggetti possibile. Nessuna penalizzazione per l’aftermarket, anzi”

Il legislatore ha voluto rendere questo diritto un obbligo a carico del costruttore. Obbligo che condiziona la stessa omologazione del veicolo, che potrebbe addirittura venire sospesa o revocata. Entro 6 mesi dalla data in cui richiede l’omologazione il costruttore deve infatti fornire la prova del rispetto di questo passaggio.

Come ha sottolineato Boni, l’accesso alla informazioni tecniche relative al veicolo diventa quindi precondizione per l’omologazione del veicolo stesso. E’ quindi il massimo della garanzia che il legislatore offre a tutela dei diritti del mondo dell’aftermarket indipendente. Altro punto fondamentale è che, indipendente da come tecnicamente si possa sviluppare l’accesso ai dati (presa OBD, transponder, ecc), il costruttore deve comunque realizzare delle piattaforme informatiche attraverso cui l’autoriparatore possa accedere alle informazioni del veicolo.

Viene inoltre stabilito che questo accesso deve essere dato senza restrizioni, in maniera standardizzata e non discriminatoria, e dunque ad un costo ragionevole.

L’Aftermarket può giocare un ruolo fondamentale nella ripresa
Altro tema fondamentale affrontato nel corso della tavola rotonda è stato quello della ripresa e del ruolo che l’aftermarket avrà per assicurare una mobilità sostenibile in europa. Al centro dell’attenzione gli investimenti stanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del Piano Next Generation EU e la loro destinazione. Sei associazioni europee di settore, in rappresentanza di vari comparti dell’automotive, hanno condiviso una proposta articolata in 12 punti per rilanciare la filiera automotive in europa. Di questi punti, quattro in particolare toccano direttamente l’aftermarket indipendente. Il primo (proposta 7) è di incentivare i controlli “eco” sui veicoli (valvole EGR, turbine, pressione del collettore di scarico, ecc), che si completa con il punto 8 riguardante la possibilità di introdurre nuovi controlli in fase di revisione che siano orientati a limitare l’impatto ambientale del veicolo (misurazioni emissioni particolato e NOx). C’è poi il tema della digitalizzazione, che include la questione dei dati generati dall’auto connessa (in-vehicle data), e il punto fondante del mantenimento e adeguamento del regolamento di esenzione (BER), che scadrà nel 2023. Va ricordato che ADIRA fa parte del comitato tecnico di Figiefa che sta preparando la discussione con la Commissione Europea per promuovere il rinnovo del regolamento, ribadendone la necessità – pur prevedendone un’attualizzazione – per garantire un adeguato livello di concorrenza per gli operatori indipendenti.

Sul prossimo numero di Parts verrà riportato il resoconto integrale della tavola rotonda