Lanciata nel 1974 è l’emblema dell’auto indistruttibile, fatta per durare nel tempo; spaziosa e robusta è ancora oggi un simbolo delle proverbiali sicurezza, design e affidabilità nordiche
La Volvo 240 non può essere considerata una “semplice” macchina, ma rappresenta universalmente un’icona dell’ingegneria automobilistica svedese.
Prodotta per quasi due decenni, è diventata sinonimo di sicurezza, affidabilità e design senza tempo. Lanciata nel 1974 è rimasta sul mercato fino al 1993 e ha conquistato cuori e strade in tutto il mondo, diventando un simbolo della proverbiale solidità nordica. Robusta e sicura, incarna il concetto di auto confortevole, fatta per durare e con la quale macinare centinaia di migliaia di chilometri.
LE ORIGINI DEL MITO
La Volvo 240 nacque come evoluzione della prima vera bestseller del marchio, il precedente modello 140, ma con aggiornamenti sostanziali in termini di meccanica e design, soprattutto con nuovi motori e interventi mirati per migliorare la sicurezza, un concetto che era quasi un mantra per il costruttore svedese.
Ne mantenne, infatti, l’impostazione generale, adottando però gran parte delle soluzioni studiate sul prototipo
VESC (Volvo Experimental Safety Car) del 1972. Esteticamente mantenne il tipico “boxy design” Volvo, squadrato e funzionale, ma al tempo stesso distintivo e facilmente riconoscibile, mentre meccanicamente fu equipaggiata con motori a quattro cilindri (serie B), anche se non mancarono versioni a sei cilindri o con propulsori turbocompressi negli anni successivi.
ANTICIPAVA I TEMPI
Uno dei pilastri della filosofia Volvo è sempre stata la sicurezza e la 240 ne fu il manifesto. Uno dei primi modelli a ottenere importanti riconoscimenti per la protezione degli occupanti, al punto che la NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), l’ente per la sicurezza americano, negli Anni 80 utilizzò questo modello come punto di riferimento per i crash test. Tra le innovazioni, spiccavano il telaio rinforzato, le zone a deformazione programmata, i paraurti sporgenti, le barre antintrusione alle portiere, il sistema di scivolamento del motore sotto al pianale in caso di incidente, il piantone dello sterzo collassabile e i freni a disco su tutte le ruote con Abs.
VARIANTI ED EVOLUZIONI
Durante i suoi 19 anni di produzione, la 240 venne declinata in numerose versioni: berlina (244), station wagon
(245) e coupé (242). La prima cifra della sigla indica la serie, la seconda, con il 4 le versioni base e con il 6 quelle di lusso a sei cilindri, mentre la terza la variante di carrozzeria. Fu anche proposta con motorizzazione diesel (di derivazione Volkswagen), turbo e addirittura elettrica, in anticipo sui tempi e in pochissimi esemplari sperimentali. Particolarmente apprezzata fu la 240 Turbo, lanciata nei primi anni 80, che combinava l’affidabilità del marchio con una guida più dinamica e sportiva, portando il modello persino nel mondo delle corse turismo (Gruppo A del British Touring Car Championship).
MONUMENTO SU RUOTE
La produzione della Volvo 240 cessò nel maggio 1993, dopo oltre 2,8 milioni di esemplari commercializzati. Il modello fu sostituito dalla più moderna Volvo 850, ma l’eredità della 240 resta fortissima. Ancora oggi, migliaia di vetture di questo modello sono in circolazione in tutto il mondo, amate da appassionati e collezionisti per la loro robustezza e il loro stile unico.
La Volvo 240 non è solo una vettura del passato, ma un monumento su ruote alla filosofia Volvo. La sua linea inconfondibile, la sua ingegneria affidabile e la sua ossessione per la sicurezza l’hanno resa immortale nel cuore di molti. Oggi, è considerata un pilastro del motorismo e continua a essere celebrata nei raduni e nei garage degli appassionati.
di Federico Lanfranchi

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