Il mercato automobilistico italiano registra ad aprile 2026 la quinta crescita consecutiva. Nel mese di aprile le immatricolazioni di autovetture hanno raggiunto quota 155.210, segnando un aumento dell’11,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Il bilancio del primo quadrimestre si attesta a 640.083 immatricolazioni, con un incremento del 9,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Rimane però ancora molto negativo il confronto con il periodo precedente alla pandemia: rispetto al primo quadrimestre del 2019 si registra infatti una flessione del 10,2%. Si tratta senza dubbio di un dato critico, ma va anche evidenziato che, sempre rispetto alla fase pre-crisi, alla fine dello scorso anno il calo era significativamente più marcato, pari al 20,4%.
Effetto incentivi
Come sottolineato dal Centro Studi Promotor, “il buon andamento che si è delineato nel primo scorcio di quest’anno è dunque significativo ed è senza dubbio dovuto principalmente all’aumento delle vendite per gli incentivi all’acquisto di auto elettriche lanciati nell’ottobre scorso e che hanno sostenuto il mercato negli ultimi sei mesi come emerge chiaramente anche dal fatto che la quota delle auto elettriche, che nei primi dieci mesi del 2025 si era attestata sul 5,2%, è passata al 12,2% nel novembre scorso, per attestarsi poi sull’11% in dicembre, sul 6,6% in gennaio, sul 7,9% in febbraio, sull’8,6% in marzo e sull’8,5% in aprile”.
Questo andamento è certamente dovuto agli incentivi dell’ottobre scorso, ma è plausibile – secondo l’analisi – che all’effetto incentivi si stia sommando un maggior interesse per l’auto elettrica, anche se non sostenuta da incentivi. Il confronto con il resto d’Europa è ancora comunque fortemente negativo. A fine marzo la quota delle elettriche in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) si è infatti attestata al 21,8%.
E nei prossimi mesi?
Non va sottovalutato il fatto che, dall’inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell’automobile condotta dal Centro Studi Promotor su un campione rappresentativo di concessionari, emerge che soltanto l’11% dei concessionari prevede per i prossimi tre/quattro mesi un aumento delle immatricolazioni, mentre il 56% si aspetta stabilità e il 33% diminuzione delle vendite.
Occorre poi segnalare che proiettando le immatricolazioni del periodo gennaio-aprile sull’intero 2026 si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.631.266 auto, con un incremento del 6,9% sul 2025, ma con un calo ancora elevatissimo rispetto al 2019 (-14,9%), per non parlare del confronto con il volume di immatricolazioni del 2007, anno che ha preceduto la crisi dei mutui subprime quando le immatricolazioni toccarono quota 2.493.106, ma in quel periodo non si erano ancora verificati gli effetti della politica ecologista dell’Unione Europea.
“In sintesi, ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la situazione attuale del mercato dell’auto italiano può essere definita senza infamia e senza lode, ma è evidente che i livelli di vendite raggiunti nei primi anni di questo secolo sono lontani anni luce e la ragione va ricercata nella forte penalizzazione del mercato dell’auto, dei produttori di auto europei e dei cittadini determinata dalle scelte in materia ambientale dell’Unione Europea”.

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