Protagonista assoluta del Campionato Mondiale di F1, UFI porta le innovazioni sviluppate per le monoposto sulle nostre strade. Un travaso non a “senso unico” che funziona anche in direzione inversa
Oggi UFI fornisce sistemi avanzati di filtrazione a tutti gli 11 team in gara nel Campionato Mondiale di Formula 1 del 2026.
Una “presenza totale” che conferma l’eccellenza tecnologica raggiunta dall’azienda con le sue soluzioni progettate, sviluppate e realizzate nello stabilimento di Marcaria (MN) dalla Advanced Applications Division, fondata nel 1999.
Dalle piste di Formula 1, l’innovazione arriva poi sulle nostre strade e trova applicazione nella produzione di serie. Tuttavia, come suggerito dal titolo dell’evento “Dalla pista alla strada… e ritorno” – organizzato l’8 maggio a Milano – il trasferimento tecnologico non va in una sola direzione: le tecnologie sviluppate per i veicoli stradali contribuiscono infatti a loro volta a perfezionare le performance in gara, in uno scambio continuo tra pista e strada.
Presenza fissa in F1
Ogni team di Formula 1 utilizza diverse tipologie di elementi filtranti UFI, arrivando fino a 15 diverse unità per veicolo.
I sistemi di filtrazione forniti possono essere suddivisi in due grandi famiglie: area motore e area telaio (circuiti di raffreddamento e idraulici).
A ogni Gran Premio sono presenti sulla griglia di partenza non meno di 110 filtri UFI, per un totale di più di 6mila a stagione.
Tutte le tecnologie fornite sono realizzate su misura, secondo le esigenze di ogni team, con la massima riservatezza.
La definizione delle loro caratteristiche (forma, dimensioni, tipologia della fibra e misure della superficie filtrante) è il frutto di un costante dialogo tra gli specialisti dell’Advanced Applications Division UFI, con il supporto di tecnici delle altre divisioni aziendali, e i progettisti di Formula 1.

Materiali per prestazioni al top
Nei sistemi di filtrazione sviluppati da UFI per la F1, la scelta dei materiali è uno degli elementi cruciali per coniugare leggerezza, resistenza e capacità filtrante.
Ogni componente nasce infatti da approfondite analisi strutturali e test di laboratorio, che consentono di individuare le soluzioni più idonee in funzione delle condizioni estreme cui sono sottoposti i propulsori da competizione.
Per i supporti strutturali, ad esempio, al posto del tradizionale alluminio vengono impiegati materiali ad alte prestazioni come alluminio Ergal, acciaio inox e titanio, selezionati per garantire il miglior rapporto tra robustezza e contenimento della massa.
L’obiettivo richiesto nelle competizioni è infatti contenere il peso delle vetture, in particolare quelle della F1 2026 il cui peso minimo è stato ulteriormente ridotto.
Il cuore tecnologico dei sistemi UFI è rappresentato dai media filtranti proprietari FormulaUFI, sintesi del know-how maturato negli anni dall’azienda, basati su tre principali tipologie di materiali: fibra di vetro, fibre polimeriche e acciaio sinterizzato.
Gli Innovation Center UFI hanno sviluppato inediti mix di polimeri, evoluti nel tempo per garantire compatibilità chimica con i nuovi oli e le benzine addizionate di etanolo.
Per la filtrazione del carburante si utilizzano, in genere, materiali polimerici o sinterizzati.
Anche per i circuiti idraulici la scelta cade su fibre polimeriche o materiali sinterizzati, preferiti alla fibra di vetro perché questa tende a rilasciare particelle alle quali i circuiti sono molto sensibili.
Nulla viene lasciato al caso, e anche gli incollaggi sono fatti con adesivi in origine destinati ad applicazioni aereonautiche.
A supporto dei team, la Advanced Applications Division di UFI garantisce un servizio di assistenza continuativa h24, 365 giorni all’anno.
Nel corso della stagione, le scuderie possono richiedere modifiche ai filtri per adattarsi alle caratteristiche dei diversi circuiti o all’evoluzione tecnica delle vetture, imponendo tempi di progettazione e produzione estremamente rapidi.
Ai team è inoltre fornito un servizio di test e analisi dei filtri smontati dalle vetture dopo il loro utilizzo.

Motorsport e automotive
Nel motorsport, quando si sviluppa una nuova soluzione, il focus principale non riguarda il costo, ma la qualità e l’affidabilità, con tempi strettissimi di ideazione e soluzione dei problemi.
Queste priorità permettono di sviluppare metodologie preziose per migliorare ulteriormente i processi e le fasi di assemblaggio nei siti industriali UFI destinati alla produzione di serie.
Il travaso di conoscenze tra motorsport e automotive non è però a senso unico, ma bidirezionale.
Spesso accade che il know-how maturato nella ricerca e sviluppo di componenti dedicati ai veicoli di serie suggerisca soluzioni che – con i necessari adattamenti – risultano efficaci anche nelle condizioni estreme del racing.
Come nel caso delle fibre sintetiche oggi utilizzate da UFI per i filtri olio e benzina delle monoposto, che non sono state concepite in origine per le competizioni, ma per applicazioni automotive.
Grazie alle competenze maturate nei sistemi di filtrazione, UFI fornisce le proprie soluzioni non solo ai team della F1 ma anche delle F2 ed F3, Indycar Series, Campionato Mondiale Endurance (WEC), IMSA, DTM e in diversi Challenge.
Filtri UFI vengono impiegati anche su mezzi pesanti che partecipano alla Dakar.

a cura di Andrea Martinello

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