Con l’inasprimento delle normative sulle emissioni, i moderni veicoli diesel fanno ampio ricorso a tecnologie avanzate di post-trattamento dei gas di scarico. Due sistemi in particolare, i filtri antiparticolato diesel (DPF) e la riduzione catalitica selettiva (SCR), sono ormai di serie nella maggior parte delle applicazioni Euro 6.
Per le officine, comprendere come questi sistemi interagiscono tra loro e come sono influenzati dai componenti a monte del motore è essenziale per effettuare diagnosi accurate e riparazioni efficaci.
DPF: Molto più di un semplice filtro
Il filtro antiparticolato diesel (DPF) è progettato per intrappolare le particelle di fuliggine generate durante la combustione, impedendo loro di entrare nell’atmosfera. Un DPF può funzionare efficacemente solo se il processo di combustione a monte è controllato e ottimizzato.

Fattori quali la fasatura dell’iniezione, l’atomizzazione del carburante e l’efficienza di combustione influenzano direttamente la produzione di fuliggine.
I moderni sistemi common rail, compresi iniettori e pompe, svolgono un ruolo cruciale in questo contesto.
Un’erogazione precisa del carburante garantisce una combustione più pulita, riducendo il carico sul DPF e prolungandone la durata. Al contrario, prestazioni insufficienti degli iniettori possono portare a un accumulo eccessivo di fuliggine e a ripetuti problemi al DPF.
La rigenerazione, sia essa passiva o attiva, è fondamentale per mantenere le prestazioni del filtro. Tuttavia, ripetuti fallimenti nella rigenerazione indicano spesso guasti sottostanti legati al motore o ai sensori, piuttosto che un problema del filtro stesso.
SCR: Un controllo preciso degli Nox
Mentre il DPF si occupa del particolato, i sistemi SCR hanno il compito di ridurre le emissioni di ossidi di azoto (NOx). Ciò avviene tramite l’iniezione di urea nel flusso dei gas di scarico, dove reagisce all’interno del catalizzatore.

I sistemi SCR dipendono in larga misura da dati accurati e da un dosaggio preciso. Diversi sensori, quali i sensori di NOx, i sensori di temperatura e i sensori di pressione, trasmettono informazioni alla centralina motore per garantire il corretto funzionamento.
Anche minime imprecisioni in questi dati in ingresso possono attivare l’accensione di spie, ridurre le prestazioni del motore o limitare la potenza del veicolo. In molti casi, il problema non riguarda il catalizzatore SCR in sé, ma la rete di sensori o il sistema di dosaggio che lo controlla.
Il ruolo dei sensori e la gestione motore
Sia i sistemi DPF sia SCR dipendono da una rete di sensori e da componenti della gestione motore che lavorano strettamente tra loro.
I principali componenti includono:
• Sensori temperatura gas di scarico (EGTS)
• Sensori NOx
• Debimetri (MAF) e sensori di pressione assoluta nel collettore (MAP)
• Sonde lambda (ossigeno)
• Componenti del sistema di alimentazione del carburante, quali iniettori common rail e pompe
Questi non rappresentano parti isolate ma formano un sistema integrato che influenza direttamente le prestazioni delle emissioni.
DENSO, forte della sua consolidata tradizione nel settore OE, ha sviluppato un’ampia gamma di componenti per la gestione motore e per i motori diesel, tra cui sensori, iniettori e parti dell’impianto di alimentazione, progettati per soddisfare le specifiche OE e funzionare come parte di un sistema completo.
Per le officine, questa conformità alle specifiche OE è particolarmente importante quando si sostituiscono componenti in sistemi critici per le emissioni, dove le tolleranze e i tempi di risposta sono fondamentali.
Ad esempio:
• Un DPF intasato può essere il risultato di una combustione inadeguata causata dall’usura degli iniettori
• Un guasto all’SCR può derivare da letture di temperatura errate o dal malfunzionamento di un sensore
Un consumo eccessivo di urea può indicare un dosaggio errato piuttosto che un problema al catalizzatore
È fondamentale adottare un approccio diagnostico strutturato:
• Recuperare e interpretare i codici errore e i dati in tempo reale
• Verificare le letture dei sensori confrontandole con i valori previsti
• Controllare le prestazioni dell’impianto di alimentazione e lo stato degli iniettori
• Valutare le abitudini di guida e la cronologia delle rigenerazioni
Comprendere l’interazione tra l’iniezione del carburante, il feedback dei sensori e i sistemi di post-trattamento è fondamentale per risolvere il problema al primo tentativo.
Supportare le Officine con le competenze OE
Man mano che la tecnologia diesel diventa sempre più complessa, alle officine viene richiesto di diagnosticare e riparare sistemi altamente integrati e controllati elettronicamente.
È qui che le competenze derivanti dal settore OE assumono un’importanza fondamentale. Produttori come DENSO, che progettano e forniscono componenti quali sistemi common rail, sensori e tecnologie di gestione motore, apportano una comprensione a livello di sistema che è direttamente rilevante per il mercato del post-vendita.
Per i tecnici, l’utilizzo di componenti progettati per funzionare all’interno di questi sistemi rigorosamente controllati può contribuire a garantire prestazioni costanti, la conformità alle norme sulle emissioni e un minor rischio di guasti ricorrenti.
In sintesi
I sistemi DPF e SCR non possono essere considerati isolatamente. Le loro prestazioni dipendono in larga misura dalla qualità della combustione, dall’accuratezza dei sensori e dalla gestione motore. Per le officine di oggi, il successo risiede nella comprensione dell’intero sistema, non solo del sintomo.
Con il corretto approccio diagnostico, e utilizzando componenti di qualità che soddisfano le specifiche OE, i tecnici possono migliorare l’accuratezza della riparazione, ridurre i ritorni in officina e garantire un funzionamento pulito ed efficiente dei veicoli diesel moderni.
Ulteriori dettagli sul programma di DENSO Aftermarket sono disponibili su: www.denso-am.eu

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