Con la diffusione dei veicoli ibridi, plug-in o 100% elettrici ai meccanici sono richieste competenze sempre più specifiche. Non soltanto su batterie e alta tensione, ma anche sull’impianto frenante, che in questi mezzi viene sollecitato in maniera totalmente differente rispetto a quelli a motore termico. Ecco alcuni consigli per le officine
Che siate del partito delle “emissioni zero” oppure petrolhead incalliti poco importa. La strada – pur non priva di ostacoli – è tracciata e da qui ai prossimi anni vedremo circolare sempre più veicoli elettrici ed elettrificati. Molti di questi dovranno necessariamente passare anche dall’officina. La quota di veicoli ibridi, plug-in ed EV “puri” è infatti in crescita in tutto il mondo, Italia compresa, e per i meccanici sarà imprescindibile sapere come intervenire: non solo su batteria e componenti elettrici, ma anche sull’impianto frenante.
Esistono infatti differenze significative tra la manutenzione dei freni degli EV e quella dei veicoli a motore termico. Differenze che occorre conoscere. Con l’aiuto di TMD Friction andiamo ad analizzate le caratteristiche specifiche delle trasmissioni elettriche, le differenze rispetto ai motori a combustione interna (ICE) e le implicazioni per la manutenzione. Il responsabile della formazione tecnica presso TMD Friction, Scott Irwin, condivide con noi anche alcuni consigli pratici.
UNA MINORE USURA, MA UNA MAGGIORE CORROSIONE
I veicoli elettrici utilizzano la frenata rigenerativa, una tecnologia che converte l’energia cinetica del veicolo in energia elettrica durante la decelerazione o l’arresto. Anziché essere dissipata sotto forma di calore, l’energia viene reimmessa nel sistema di accumulo e utilizzata per ricaricare la batteria. Spesso definito freno motore elettrico o decelerazione rigenerativa, viene impiegato soprattutto nelle frenate leggere e alle basse velocità. Tuttavia, gli EV sono comunque dotati di un tradizionale impianto frenante ad attrito ad alte prestazioni, che interviene quando ci si trova ad alta velocità oppure nelle frenate di emergenza.
Questo sistema “ibrido”, che combina frenata rigenerativa e meccanica, rappresenta una delle principali differenze tra un veicolo elettrico e quello equipaggiato con un motore a combustione interna e costituisce un aspetto che le officine devono conoscere a fondo per eseguire correttamente la manutenzione.
Sebbene la frenata rigenerativa aumenti l’efficienza energetica del veicolo, riduce il carico di lavoro dei freni convenzionali. Di conseguenza, pastiglie e dischi freno sono soggetti a un’usura inferiore rispetto a un veicolo ICE, ma ciò non significa che siano totalmente immuni agli effetti del tempo e dell’ambiente.
I dischi freno delle autovetture sono generalmente realizzati in ghisa grigia, un materiale soggetto a corrosione quando viene esposto a umidità, acqua o sale stradale. In condizioni di utilizzo normale, la superficie d’attrito delle pastiglie rimuove automaticamente il sottile strato di ossido che si forma ogni volta che i freni meccanici vengono azionati. Se però i freni vengono utilizzati raramente per lunghi periodi – come accade spesso nei veicoli elettrici, che sfruttano prevalentemente la frenata rigenerativa – la ruggine può accumularsi progressivamente sui dischi.
MEGLIO SOSTITUIRE IL LIQUIDO FRENI OGNI DICIOTTO MESI
Il liquido dei freni si deteriora nel tempo indipendentemente dalla distanza percorsa. Quelli convenzionali sono igroscopici, il che significa che attraggono e assorbono l’umidità dall’atmosfera. Anche se si trovano in un impianto frenante “a tenuta stagna”, le molecole di vapore acqueo possono penetrare lentamente nei tubi flessibili in gomma o in altri componenti dell’impianto frenante.
Nel tempo, ciò comporta un aumento del volume di umidità nel liquido stesso, con conseguente abbassamento del punto di ebollizione e un maggiore rischio di corrosione dei componenti metallici. Quando attraverso uno specifico tester (Textar ne propone uno nel suo portafogli prodotti) si nota che il punto di ebollizione raggiunge un livello critico tale da renderlo pericoloso, è necessario sostituire il liquido.
In linea generale è bene attenersi sempre alle indicazioni del costruttore del veicolo riguardo la frequenza di sostituzione. In assenza di indicazioni specifiche, per garantire la massima sicurezza è consigliabile effettuarla ogni 18 mesi.
NON SONO TUTTI UGUALI
La frenata rigenerativa nei veicoli elettrici comporta anche requisiti differenti per il liquido dei freni. L’impianto frenante viene utilizzato meno e quindi è sottoposto a un carico minore. Il liquido, quindi, deve garantire una maggiore durata.
Inoltre, occorre tenere presente che ibride ed EV sono più pesanti rispetto ai veicoli con motore a combustione interna a causa dei loro grandi pacchi batteria; ciò significa che la massa da decelerare è maggiore, il che comporta temperature più elevate.
Per questo motivo, i tecnici dovrebbero scegliere un liquido freni con un punto di ebollizione elevato e un ottimo indice di viscosità (per esempio Textar 5.1 Ultimate).
MONITORARE LA PRESSIONE DEGLI PNEUMATICI
La manutenzione degli pneumatici è strettamente collegata alle prestazioni di frenata. Poiché i veicoli elettrici hanno una massa superiore, gli pneumatici sono sottoposti a carichi maggiori durante l’uso quotidiano. È quindi essenziale verificare regolarmente:
• la corretta pressione di gonfiaggio, secondo i valori prescritti dal costruttore;
• la profondità del battistrada; in Europa il minimo legale è 1,6 mm;
• l’eventuale usura irregolare, che può indicare problemi di assetto o pressione;
• la rotazione periodica degli pneumatici, quando prevista dal costruttore.
Pneumatici usurati o sgonfi riducono l’aderenza tra gomma e asfalto e possono peggiorare sensibilmente gli spazi di arresto, soprattutto nelle frenate di emergenza.
LA FORMAZIONE È SEMPRE PIÙ INDISPENSABILE
Secondo un’indagine effettuata l’anno scorso nel Regno Unito, soltanto il 26% dei meccanici risultava formato per operare sui veicoli elettrici. Si tratta di un dato preoccupante: con il numero di EV in costante crescita, è essenziale che i tecnici acquisiscano le competenze e le qualifiche necessarie.
Sebbene l’architettura generale dell’impianto frenante sia simile a quella dei veicoli tradizionali, come sottolineato esistono differenze specifiche che richiedono conoscenze specialistiche. Il tecnico deve comprendere l’interazione tra controlli elettronici e componenti meccanici, essere consapevole che il veicolo opera con sistemi ad alta tensione e applicare rigorosamente le procedure di sicurezza previste.
Per questo la formazione è fondamentale non solo per la sicurezza del conducente, ma anche per quella del tecnico che interviene sul veicolo. Le officine devono investire continuamente nell’aggiornamento professionale del personale per rimanere competitive in un settore in rapida evoluzione. TMD Friction supporta questa transizione attraverso webinar, corsi in presenza e la piattaforma formativa Textar Virtual Academy (https://tva.textar.com), che include moduli dedicati ai veicoli elettrici e alla frenata rigenerativa.
AL PASSO CON I TEMPI
In conclusione, la corretta manutenzione dell’impianto frenante è fondamentale per garantire sicurezza, prestazioni e durata di qualsiasi veicolo. Nel caso dei veicoli elettrici, è indispensabile comprendere le peculiarità della frenata rigenerativa, effettuare ispezioni periodiche, monitorare la corrosione dei dischi, controllare le caratteristiche del liquido freni e sensibilizzare i conducenti sulla corretta manutenzione degli pneumatici.
Con il progressivo passaggio verso una mobilità sempre più elettrica, le officine devono adattarsi, adottare le nuove tecnologie e aggiornare le competenze dei propri tecnici: chi non lo farà rischierà di rimanere indietro.
Come effettuare la manutenzione dei freni nei veicoli EV
La frenata rigenerativa non elimina la necessità della manutenzione tradizionale dell’impianto, ma modifica il modo in cui le officine devono eseguire gli interventi di controllo. Componenti frenanti ossidati possono infatti grippare oppure bloccarsi a causa della scarsa movimentazione, compromettendo l’efficienza della frenata.
Per questo motivo, un tecnico qualificato dovrebbe:
– ispezionare periodicamente i dischi freno per verificare la presenza di corrosione;
– misurare lo spessore dei dischi durante i tagliandi programmati;
– sostituire immediatamente i dischi se la corrosione è estesa o se lo spessore scende al di sotto del limite minimo prescritto dal costruttore.
Inoltre, durante l’accettazione del veicolo è opportuno chiedere al conducente se ha notato rumori anomali, vibrazioni o variazioni della risposta in frenata, poiché questi sintomi possono indicare problemi a pastiglie o dischi che richiedono un intervento tempestivo.
Rispetto al passato, la manutenzione dei freni sta passando da una semplice logica di sostituzione per usura a un approccio più completo basato su ispezione, stato di conservazione e invecchiamento dei componenti. In futuro potrebbe essere proprio l’invecchiamento, più che l’usura, il principale criterio per la sostituzione delle pastiglie freno.

Condividi l'articolo
Scegli su quale Social Network vuoi condividere