Al PalaRiccione, Telos presenta le “Nuove melodie per l’officina” e tiene il ritmo con le trasformazioni del settore che coinvolgono l’intera filiera aftermarket
Appuntamento al PalaRiccione (Riccione, RN) il 9 maggio scorso, per la Convention di Telos che ha riunito 52 fornitori, ricambisti soci e officine del nord Italia (1200 persone complessivamente), per scoprire insieme “Il ritmo del cambiamento” dell’aftermarket che definirà negli anni a venire le “nuove melodie per l’officina”.
Musica per il futuro
Dopo la mattinata dedicata alle visite ai desk dei fornitori sponsor dell’evento, distribuiti su più piani nelle aree “Expo” – dedicate a ricambi auto, truck e attrezzatura – nel primo pomeriggio è iniziato il convegno per gli autoriparatori.
Assecondando la metafora musicale leit motiv dell’evento, Davide Ghioni, AD di Telos ha invitato tutti dal palco a “sintonizzarsi sul nuovo sound del mercato”.
Telos, azienda prossima ai 10 anni di attività con oltre 60 filiali sul territorio nazionale e più di 630 dipendenti, è impegnata da sempre nell’evoluzione della distribution in termini di prodotto, attrezzature, formazione e assistenza.
Una società fatta di imprenditori, italiani, che operano sul mercato con la forte volontà di costruire concretamente valore.
Per questo motivo, lo scorso anno, è stata introdotta la Divisone Truck, per affrontare il futuro con un’offerta commerciale sempre più completa.
Ghioni si è focalizzato sulla figura dell’automobilista per capire i motivi che lo portano a scegliere l’officina giusta.
“Dalle scelte dell’automobilista dipende il nostro business e la nostra missione è intercettare lavoro”.
Contestualizzando questa dinamica all’interno del mercato di oggi, definito da un parco circolante stabile ma sempre più vecchio (11 anni l’età media dei veicoli), il più ampio della storia del nostro paese, con 33 milioni di veicoli e secondo per importanza in Europa, con immatricolazioni pressoché stabili (1.538.000 nel 2025, il -2,47% sul 2024) e meno rottamazioni che immatricolazioni, è evidente come esista un ampio margine per poter continuare a “fare bene il nostro lavoro”, ha spiegato Ghioni, “riparando le auto di chi ha la necessità di spendere meno, considerando anche la situazione socio economica del Paese” e magari utilizzando ricambi con un rapporto prezzo/qualità ottimale, come quelli del private label Kentro di Telos.
“Altri tre dati del settore automotive sono interessanti”, ha proseguito Ghioni, “Il primo riguarda la previsione della diffusione di veicoli elettrici al 2035, che è calata drasticamente. Le auto elettriche hanno un livello di immatricolazione molto basso ed è scesa anche la propensione al loro acquisto. Contemporaneamente, aumentano le auto ibride e la complessità della riparazione che accresce il valore dell’intervento”.
L’ultimo dato è il boom di immatricolazioni di auto cinesi. Non sarebbe un grosso problema se ci fossero i ricambi, ma oggi è difficile reperirli, sia originali sia aftermarket, benché si stia lavorando a una velocità elevatissima per introdurre i nuovi codici di auto cinesi.
“Sarà fondamentale lavorare a stretto contatto con i componentisti, per avere disponibili ricambi dei veicoli più presenti nel circolante e poter effettuare riparazioni e manutenzioni con ricambi aftermarket che portano più marginalità” ha aggiunto l’AD di Telos che, tornando all’automobilista, ha spiegato come l’officina venga scelta innanzitutto secondo il criterio di “comodità estrema”, per riuscire a “incastrare” la riparazione nella frenesia delle attività quotidiane.
Contribuiscono poi fattori come la possibilità di usufruire di un’auto di cortesia, il servizio di presa e riconsegna, la flessibilità oraria…
“Inoltre, la comodità del servizio è collegata a un importante fattore contemporaneo: la connessione dell’auto, un mezzo che dialoga con tutto il mondo esterno”, ha spiegato, “L’auto produce dati fino a pochi anni fa immaginabili: ci parla in tempo reale”.
Da qui, il nuovo concetto di riparazione predittiva e cioè “la capacità di inserire la riparazione all’interno del nostro ecosistema, prevenendo il guasto o la rottura del veicolo, prima che questo manifesti il problema”.
L’uso di sensori e AI per prevedere i malfunzionamenti prima che si verifichino concretamente, trasforma di fatto l’officina da “reattiva” a “proattiva”, cioè in grado di pianificare l’eventuale intervento riparativo. E tutto ciò “diventa fondamentale per far sì che la riparazione rimanga all’interno delle nostre officine”.
Il tema dei dati prodotti dai veicoli connessi è da tempo di estrema attualità e, dal marzo 2026, l’IAM ha finalmente accesso ai dati generati dai mezzi.
Per spiegare nel dettaglio i passaggi legali di questa nuova condizione e tutte le sue implicazioni, è quindi salito sul palco Piergiorgio Beccari, avvocato e Presidente di Adira, Associazione degli operatori indipendenti della rete aftermarket, che ha riassunto le principali normative previste sul tema, fornendo una previsione sulle possibili implicazioni future e i cambiamenti più impattanti che coinvolgono il mondo della riparazione indipendente.
Cambio di ritmo
“Quindi, per portare i clienti nella nostra officina… che genere di musica dobbiamo suonare?”. A rispondere a questa domanda è stata Chiara Levati, Direttrice Marketing di Telos che ha evidenziato la disinformazione e i pregiudizi che ancora penalizzano i riparatori indipendenti.
Dati alla mano, Levati ha segnalato alcune informazioni sulle concessionarie: il loro numero in diminuzione (-37% 2025 vs 2005), la vendita di auto in decrescita e la necessità di guadagnare sui servizi, la mancanza del rapporto di fiducia tra imprenditore e cliente, che caratterizza invece le dinamiche del mercato indipendente.
Infine, un dato su tutti: il 38% degli automobilisti non porta l’auto in concessionaria perché ha un autoriparatore IAM di fiducia.
Una figura che sta raggiungendo una professionalità sempre più spinta e un operatore definibile oggi come vero e proprio “Technical expert” con competenze evolute, impegnato in percorsi di formazione continua, capace di usare i migliori strumenti e attrezzature.
Levati si è poi concentrata sulle nuove strategie di marketing e comunicazione, particolarmente focalizzate sul supporto alla presenza online e sui social con il progetto MyPost, piattaforma digitale utile per arricchire le pagine delle officine di contenuti accattivanti.
Infine, l’annuncio ufficiale della partnership strategica siglata con Alltrucks, per il mondo dei veicoli industriali. Un accordo che conclama l’ingresso dell’azienda nel settore truck, con l’obiettivo di integrare servizi e competenze all’avanguardia, unendo l’esperienza di Telos nella distribuzione con le soluzioni specializzate di Alltrucks per i veicoli pesanti.
Spazio a Telos Tech
Sul palco del PalaRiccione è stata poi la volta di Fabrizio Toniolo, Direttore di Telos Tech che ha confermato l’impegno dell’azienda nel fornire ai riparatori gli strumenti giusti per l’Officina 4.0, con digitalizzazione e innovazione tecnologica elevata.
In primo piano temi come la diagnosi remota e il Pass-Thru, porta di accesso alla diagnosi del costruttore, che rende superfluo portare l’auto dal concessionario per gli aggiornamenti.
Il protocollo SERMI, oggi obbligatorio, accredita infatti gli operatori all’accesso ai sistemi di sicurezza e programmazione dei veicoli.
Toniolo si è infine dedicato al truck, un mondo ad alta tecnologia: “L’evoluzione dei nuovi sistemi di sicurezza e antinquinamento porta a nuovi sistemi di diagnosi e riparazione”.
La crescita tecnologica comporta inevitabilmente nuove regolamentazioni e l’evoluzione della Legge 870 porterà più mezzi nei centri di revisione, così come “l’introduzione della revisione obbligatoria per trattori e macchine agricole veloci”.
Relativamente ai nuovi costi che le nuove tecnologie comportano, Toniolo ha parlato di ricambi revisionati come alternativa intelligente al nuovo: garanzia di uguali prestazioni e risparmio economico insieme.
Chiusura in vivace
A chiudere la convention con l’invito a “suonare insieme il remix del futuro” è stato Ghioni, che ha ricordato come per vincere sul mercato occorrano strutture accoglienti e un’impeccabile preparazione tecnica sulle nuove complessità del veicolo, valorizzando il rapporto personale con il cliente e alimentando un ecosistema funzionale all’evoluzione del settore.
Ma soprattutto, occorre “Lavorare insieme per guidare il cambiamento ed elevare la percezione dell’aftermarket in tutto il nord Italia”.



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