Il motore, per bruciare la miscela di aria e benzina nei cilindri ha bisogno di un impulso elettrico potente. Di norma, la batteria dell’auto eroga solo 12 Volt, troppo pochi per “attivare” la candela. Le bobine di accensione sono quindi essenziali, avendo il compito di trasformare la bassa tensione in scariche da decine di kilovolt. Analizziamo nel dettaglio il funzionamento di questo componente e come intervenire in caso di guasti o difetti
L’idea di base non è cambiata molto dal XIX secolo, ma la tecnologia per gestirla sì. Le origini delle bobine risalgono alla fine dell’800, da quelle di induzione di Ruhmkorff. I primi pionieri dell’auto adattarono questo sistema per creare scintille rudimentali. Bisogna poi aspettare la metà del 900 per la prima evoluzione dell’accensione.
Per decenni, infatti, le auto hanno avuto una sola bobina centrale, che mandava l’alta tensione a un distributore rotante (lo spinterogeno), il quale smistava la corrente alle varie candele seguendo il ritmo del motore. L’era elettronica di metà anni 80 coinvolge lo spinterogeno meccanico, propenso all’usura, sostituito da centraline elettroniche che gestivano il timing con molta più precisione.
Nelle auto moderne, lo spinterogeno è sparito, ma non le bobine, che si sono notevolmente evolute: oggi ogni cilindro ne ha una dedicata e montata direttamente sopra la candela. Questo sistema è più efficiente, riduce le interferenze e permette prestazioni migliori. Se una bobina smette di funzionare, il cilindro corrispondente non “scoppia” più. Ma una corretta manutenzione è fondamentale.
Accensioni irregolari, vibrazioni eccessive, scarsa accelerazione, aumento delle emissioni e riduzione del rendimento sono solo alcune delle conseguenze derivanti da bobine difettose o installate male.
Vediamo come si procede alla sostituzione.
1. Spia accesa: quando una bobina inizia a dare problemi, la centralina rileva delle mancate accensioni e attiva immediatamente la spia del check engine per avvisare di controllare il sistema di avviamento

2. Attendere che il motore sia freddo per evitare scottature. Dopo aver aperto il cofano e, per sicurezza, scollegato
il polo negativo della batteria, si procede alla rimozione delle coperture di plastica del propulsore (spesso a incastro o fissate con dei bulloni)

3. Una volta rimossa la copertura si dovrebbero vedere le bobine allineate sopra la testata del motore. Sono collegate a dei cablaggi elettrici. Osservare attentamente il posizionamento della vecchia bobina e documentare la
disposizione dei cablaggi. Un’installazione metodica garantisce prestazioni ottimali, protezione del motore e lunga durata del componente

4.Ora si può procedere alla rimozione del cablaggio premendo delicatamente la linguetta di plastica sul connettore elettrico di ogni bobina. Maneggiare con cura per evitare microfratture: si deve fare attenzione a non forzare troppo per non rompere la plastica, che con il calore del motore diventa fragile

5. Ogni bobina è solitamente fissata con un bullone, da svitare per liberare il componente; a questo punto, tirando verso l’alto con un movimento deciso ma fluido, si potrebbe sentire un piccolo “pop”, un rumore simile a quello di una ventosa, e la bobina si sfila dalla testata

6. Una volta appurato che la bobina è difettosa e va sostituita, l’installazione deve essere eseguita con precisione per evitare problemi futuri. La nuova bobina va inserita nell’alloggiamento premendo fino in fondo per assicurarsi che faccia contatto con la candela. Riavvitare il bullone di fissaggio, ricollegare il connettore elettrico e, infine, rimontare le coperture del motore

7. A questo punto si può riavviare il motore per verificare la riuscita dell’operazione. Se fosse necessario, azzerare
le spie accese col tester, cancellare gli eventuali codici errore e controllare il funzionamento con uno strumento diagnostico

di Federico Lanfranchi

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