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Autocarri: nel 2016 registrata la crescita più alta degli ultimi 8 anni

Parco circolante in crescita nel 2016: +1,9% sul 2015

Tra il 2015 e il 2016 in Italia il parco circolante di autocarri leggeri e pesanti per trasporto merci è cresciuto dell’1,9%, passando da 3.941.612 a 4.016.380 unità. Si tratta della più alta percentuale di crescita annua dal 2008. Questi dati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazioni Italiana Ricostruttori Pneumatici) sulla base di dati Aci.

Come emerge dalla tabella, i dati evidenziano che in Italia fino al 2008 la percentuale di crescita annua del parco circolante di autocarri leggeri e pesanti era intorno al 2%. A partire dal 2008, con l’inizio della crisi economica,vi è stato un forte rallentamento della crescita fino al 2011. Da questo anno, poi, si è iniziata a registrare una lieve diminuzione del parco che ha toccato il punto più basso nel 2013 (-1,3%). Solo dal 2015, con il miglioramento del quadro economico, il parco ha ripreso ad aumentare (+0,3%) e nel 2016 sono stati recuperati il livello e i ritmi di crescita ante-crisi (+1,9%).

Questi dati, dunque, sono un’ulteriore testimonianza di come il comparto del trasporto merci in Italia abbia sofferto le conseguenze della crisi economica degli ultimi anni, ma anche di come, ad oggi, abbia saputo reagire e riprendere nuovo vigore.
L’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp fornisce anche un prospetto regionale sui dati relativi all’evoluzione dal 2015 al 2016 del parco circolante di autocarri leggeri e pesanti per il trasporto merci. In base a tale prospetto la regione in cui questi veicoli sono cresciuti di più è la Valle d’Aosta (+27,9%). In seconda posizione segue il Trentino Alto Adige (+12,8%), e poi ancora, tutte sopra la media nazionale, Toscana (+4,6%), Molise (+2,8%), Puglia (+2,3%), Basilicata (+2,2%), Sardegna (+2,1%), Sicilia (+2%). In chiusura di questa graduatoria vi sono Liguria (+0,8%), Marche ed Umbria (ex aequo con +0,7%) e Lazio (-2,7%).

Nonostante la crescita del parco circolante degli autocarri leggeri e pesanti, sottolinea Airp, l’età media dei veicoli in circolazione resta piuttosto alta, con gravi conseguenze a livello di emissioni di sostanze inquinanti e sicurezza della circolazione, dal momento che i veicoli più datati non hanno disposizione le ultime novità tecnologiche in grado di aumentare la sicurezza e di attenuare l’impatto ambientale. Come fare, allora, per renderli più sicuri e più ecologici? Con una manutenzione più puntuale, ponendo particolare attenzione ai dispositivi che influenzano maggiormente la sicurezza della marcia e la quantità di emissioni di sostanze nocive nell’ambiente. In particolare è da controllare con frequenza regolare lo stato di usura e di gonfiaggio degli pneumatici, che hanno una notevole influenza sulla stabilità del veicolo, sui consumi di carburante e sulle emissioni di CO2.

A questo proposito Airp ricorda che una soluzione che permette non solo di ridurre l’inquinamento, ma anche di risparmiare denaro e risorse energetiche, è l’utilizzo di pneumatici ricostruiti. Ricostruire un pneumatico ha un’importante valenza ecologica in quanto la ricostruzione di un pneumatico consente di rallentare lo smaltimento di pneumatici usati potenzialmente inquinanti, con evidenti effetti positivi per l’ambiente.

5 e il 2016 in Italia il parco circolante di autocarri leggeri e pesanti per trasporto merci è cresciuto dell’1,9%, passando da 3.941.612 a 4.016.380 unità. Si tratta della più alta percentuale di crescita annua dal 2008. Questi dati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazioni Italiana Ricostruttori Pneumatici) sulla base di dati Aci.

Come emerge dalla tabella, i dati evidenziano che in Italia fino al 2008 la percentuale di crescita annua del parco circolante di autocarri leggeri e pesanti era intorno al 2%. A partire dal 2008, con l’inizio della crisi economica,vi è stato un forte rallentamento della crescita fino al 2011. Da questo anno, poi, si è iniziata a registrare una lieve diminuzione del parco che ha toccato il punto più basso nel 2013 (-1,3%). Solo dal 2015, con il miglioramento del quadro economico, il parco ha ripreso ad aumentare (+0,3%) e nel 2016 sono stati recuperati il livello e i ritmi di crescita ante-crisi (+1,9%).

Questi dati, dunque, sono un’ulteriore testimonianza di come il comparto del trasporto merci in Italia abbia sofferto le conseguenze della crisi economica degli ultimi anni, ma anche di come, ad oggi, abbia saputo reagire e riprendere nuovo vigore.
L’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp fornisce anche un prospetto regionale sui dati relativi all’evoluzione dal 2015 al 2016 del parco circolante di autocarri leggeri e pesanti per il trasporto merci. In base a tale prospetto la regione in cui questi veicoli sono cresciuti di più è la Valle d’Aosta (+27,9%). In seconda posizione segue il Trentino Alto Adige (+12,8%), e poi ancora, tutte sopra la media nazionale, Toscana (+4,6%), Molise (+2,8%), Puglia (+2,3%), Basilicata (+2,2%), Sardegna (+2,1%), Sicilia (+2%). In chiusura di questa graduatoria vi sono Liguria (+0,8%), Marche ed Umbria (ex aequo con +0,7%) e Lazio (-2,7%).

Nonostante la crescita del parco circolante degli autocarri leggeri e pesanti, sottolinea Airp, l’età media dei veicoli in circolazione resta piuttosto alta, con gravi conseguenze a livello di emissioni di sostanze inquinanti e sicurezza della circolazione, dal momento che i veicoli più datati non hanno disposizione le ultime novità tecnologiche in grado di aumentare la sicurezza e di attenuare l’impatto ambientale. Come fare, allora, per renderli più sicuri e più ecologici? Con una manutenzione più puntuale, ponendo particolare attenzione ai dispositivi che influenzano maggiormente la sicurezza della marcia e la quantità di emissioni di sostanze nocive nell’ambiente. In particolare è da controllare con frequenza regolare lo stato di usura e di gonfiaggio degli pneumatici, che hanno una notevole influenza sulla stabilità del veicolo, sui consumi di carburante e sulle emissioni di CO2.

A questo proposito Airp ricorda che una soluzione che permette non solo di ridurre l’inquinamento, ma anche di risparmiare denaro e risorse energetiche, è l’utilizzo di pneumatici ricostruiti. Ricostruire un pneumatico ha un’importante valenza ecologica in quanto la ricostruzione di un pneumatico consente di rallentare lo smaltimento di pneumatici usati potenzialmente inquinanti, con evidenti effetti positivi per l’ambiente.