Una startup tutta italiana, la SidusTech, promette di rivoluzionare l’aftermarket automotive con un servizio innovativo per le officine: la possibilità di produrre ricambi in loco attraverso una stampante 3D
Il futuro? C’è chi lo guarda con timore, chi cerca di prevederlo e chi al contrario lo anticipa. È quest’ultimo il caso di SidusTech, startup che rappresenta una novità assoluta nel settore dell’aftermarket automotive (e non solo). Nata poco più di un anno fa, questa giovane realtà imprenditoriale ha messo in piedi un sofisticato sistema per la produzione di ricambi attraverso le più moderne metodologie di stampa 3D. Può sembrare strano, dal momento che parliamo di una tecnologia già presente sul mercato da qualche anno, eppure sinora nessuno aveva ancora pensato a sfruttare tali dispositivi nel post-vendita motoristico. Siamo stati nella sede operativa di Cesano Maderno (MB) per cercare di capirne di più.
Accorciare la filiera
Il deus ex machina è William Cappabianca, founder e CEO della società (una decina al momento le figure che compaiono nell’organigramma), che dopo una lunga esperienza in alcune multinazionali del settore ha deciso di mettersi in proprio sfruttando il suo know-how e trasformando una passione – quella per la stampa 3D, appunto – in un’attività vera e propria, realizzando un progetto che coltivava da anni. Ci accoglie in una ampia sala riunioni in fondo alla quale si scorgono una decina di banchi, uno spazio in cui l’azienda – ci spiega – ha avviato parallelamente un programma di corsi di formazione sull’utilizzo di tali dispositivi. L’idea di base nasce dalla volontà rendere più efficiente la lunga catena di approvvigionamento eliminando (o perlomeno riducendo drasticamente) i tanti passaggi che oggi sussistono tra produttore, distributore, ricambista, autoriparatore e cliente finale. Come? Attraverso l’installazione di una stampante 3D in ogni officina. Non immaginate grandi e costosissime apparecchiature, ma dispositivi poco più grandi di una laser da ufficio. Offrendo la possibilità di produrre direttamente in loco (o comunque reperirli a stretto giro) gli articoli di cui si ha necessità, SidusTech promette dunque di eliminare i classici problemi legati alla filiera: lunghi tempi di consegna della merce, reperibilità di alcuni pezzi (per esempio per i modelli più datati), costi di stoccaggio, rischio di obsolescenza, inquinamento, ricarichi. Insomma, un investimento che in estrema sintesi permetterebbe di abbattere tariffe e impatto ambientale, velocizzando il lavoro dell’autoriparatore e migliorando il suo rapporto con il cliente. Un ulteriore vantaggio è rappresentato, poi, dall’ampia possibilità di riciclo: i ricambi così prodotti, infatti, possono essere facilmente riportati allo stato originario di filamento per una nuova realizzazione attraverso la stampa 3D. Detta così, sembra tutto semplice; il mercato dell’aftermarket, tuttavia, è molto complesso e quello dei ricambi in particolare è notoriamente fatto di migliaia di codici e tantissimi materiali differenti. È naturale dunque chiedersi quali siano gli articoli che si possono produrre in autonomia? “Il progetto in questo momento si concentra su ciò che è realizzabile con le attuali tecnologie di stampa 3D”, sottolinea Cappabianca, “quindi principalmente con materiali plastici e alcune tipologie di gomma”. Sono esclusi, quindi, i pezzi di metallo, di leghe particolari e, neppure a dirlo, quelli coperti da brevetto.
Come funziona il processo?
Caliamo tutto questo nella pratica e cerchiamo di comprendere come funziona nel dettaglio il servizio proposto dalla startup. SidusTech provvede a installare una stampante 3D collegata in rete nelle officine che aderiscono, le quali possono poi consultare un portale web proprietario (denominato Spare Now e organizzato tramite l’ausilio dell’intelligenza artificiale), che contiene un catalogo completo con centinaia di ricambi disponibili, tutti certificati per mezzo di blockchain. Una volta identificato quello o quelli necessari per effettuare la riparazione il meccanico può quindi procedere all’acquisto con pochi clic. A questo punto, se si tratta di un pezzo standard l’officina è in grado di avviare in loco e in maniera completamente autonoma il processo di stampa attraverso ricevimento di un semplice file (in formato G-Code). Nel caso di ricambi speciali, invece, la produzione viene affidata a service esterni e ad alcune aziende partner che si occupano di rifornire l’autoriparatore con la massima velocità e garantendo i massimi standard di qualità. I ricambi, inoltre, possono essere anche progettati ad hoc e realizzati sulla base di specifiche esigenze del cliente. SidusTech, infine, rifornisce anche il materiale per la stampa e si fa carico, almeno in questa fase iniziale, della formazione e del training (in un secondo momento saranno offerti a pagamento) necessari per l’utilizzo della stampante 3D e per sfruttare appieno il servizio. Il costo del pacchetto per le officine è di 4.000 euro più Iva (sono esclusi i progetti complessi o forniti da terze parti), con la possibilità di sottoscrivere un finanziamento per due anni a 210 euro al mese.
Già operativa la prima officina
Superata con successo la fase di lancio preliminare il sistema di SidusTech è già pienamente operativo nella prima officina, la DaZero di Nova Milanese, attiva non soltanto nel settore dell’autoriparazione, ma anche nella preparazione di vetture da competizione. Con questo traguardo “segniamo un momento storico per l’aftermarket in generale” ha dichiarato William Cappabianca. “Non si tratta solo di un traguardo tecnologico, ma è l’inizio di una trasformazione che cambierà per sempre il modo in cui gestiamo i ricambi auto”. La fase di espansione prevede l’installazione a breve di almeno altre 20 stampanti in altrettante aziende selezionate, con l’obiettivo di creare una rete capillare di officine dotate di sistemi di stampa 3D per ricambi auto. Ma il piano per il 2026 è ancora più ambizioso con un target che, in step che vanno da conservativo a sfidante, prevede da 80 a 500 nuovi clienti per un fatturato che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe raggiungere i 2,5 milioni di euro.
Per ultimare e realizzare completamente la fase di sviluppo SidusTech è ora alla ricerca di ulteriori fondi per un milione di euro da reperire attraverso un socio di capitale, un secondo round di crowfunding (dopo quello avviato per iniziare l’attività della startup), la cessione di quote e l’accesso a bandi esteri (Dubai, Cina e Stati Uniti). Un nuovo apporto di capitale che, secondo i piani, per il 50% servirà a gestire il marketing, il 15% il personale, il 10% allo sviluppo del software e il restante 25% per capitale e riserva. L’obiettivo ultimo è la crescita dei servizi e l’implementazione della piattaforma.
Dalla startup assicurano che il modello di business è completamente scalabile ed è applicabile a qualsiasi mercato e a numerosi comparti: in particolare, oltre all’automotive, a quelli navale, aeronautico, aerospaziale, biomedico, robotico, dell’elettronica di consumo e dell’automazione industriale. A questo scopo sono state strette partnership strategiche con importanti enti, associazioni e realtà imprenditoriali quali Assoricambi, Assolombarda, la software e digital house Acc e TreeD Filaments, azienda specializzata nella produzione di filamenti di alta qualità per la stampa 3D.

a cura di Roberto Barone

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