Distribuzione

Consorzio PDA: uniti e connessi

Il Consorzio PDA ha presentato alla convention di Torino la propria strategia per il 2026, puntando sul nuovo progetto officina Expert Point per “connettere” tutti gli attori della filiera, dare supporto e portare vantaggi concreti

Quest’anno PDA ha scelto Torino – città dove il Consorzio ha sede – per la Convention 2026, riunendo come di consueto soci, fornitori e partner per fare il punto sull’andamento del mercato e sulle nuove progettualità.

Al centro dell’incontro, svoltosi l’11-12 marzo, la presentazione delle strategie di sviluppo del Consorzio e il lancio del nuovo progetto officina Expert Point.

La prima giornata si è conclusa con un momento conviviale di grande suggestione nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, la settecentesca residenza sabauda patrimonio Unesco. Qui i partecipanti hanno preso parte a una visita guidata, seguita dalla cena di gala nella Citroniera, occasione unica per celebrare la rete PDA tra relazione, confronto e convivialità.

La mattinata successiva è stata dedicata agli speed meeting tra soci e fornitori partner. A seguire, a porte chiuse, si è svolta l’assemblea dei soci del consorzio.

Un anno impegnativo

La convention si è aperta con il ringraziamento del Presidente Saverio Giglio ai soci, protagonisti di un anno “veramente impegnativo”.

Nel 2025 il fatturato è aumentato del 20% rispetto al 2024, con un volume di affari complessivo dei soci di circa 500 milioni di euro (la metà dei quali legato al panel dei fornitori consortili).

Una crescita ottenuta grazie ad un deciso sforzo dei soci per riuscire a raggiungere i target previsti. Tuttavia, ha avvertito il Direttore Claudio Santin, “Non è sostenibile continuare a crescere con questi incrementi annuali comprimendo ancora di più i prezzi, anche perché il 2026, lo sappiamo, sarà un anno difficile”.

Da qui l’appello a costruire un vero modello di collaborazione tra consorzio e fornitori.

Le priorità strategiche

PDA oggi conta 22 soci auto con 37 magazzini e 7 soci truck con 58 depositi. Tra le novità c’è l’ingresso di Lubex.

Santin ha sottolineato anche la necessità di uniformare la copertura dei brand a pannello su tutto il territorio nazionale.

“La nostra organizzazione ha bisogno di distribuire uno stesso marchio dal Piemonte alla Sicilia, dando una copertura nazionale uniforme e coerente e superando logiche frammentate che spesso penalizzano la competitività dei soci”.

PDA è ora pronto a concentrarsi nella specializzazione sull’elettrico e nello sviluppo del network officine, mettendo a disposizione il progetto Expert Point alle 402 officine legate al Consorzio.

Fondamentale anche la gestione dei magazzini, con l’obiettivo di ridurre le giacenze di prodotti a bassa rotazione e liberare spazio per nuove linee di prodotto.

A questo scopo è stato già attivato un sistema che permette ai soci di acquistare materiali direttamente da altri soci, favorendo la circolazione dei prodotti in magazzino e migliorando l’efficienza complessiva della rete.

Arriva Expert Point

La convention è proseguita con la presentazione del nuovo progetto di rete officine Expert Point, iniziativa con cui il Consorzio PDA intende rafforzare il collegamento tra tutta la filiera dell’aftermarket.

“Abbiamo firmato i contratti e dato il via al progetto – ha esordito Aurora Fabi, Responsabile Marketing PDA – arriviamo quasi per ultimi in questo campo, ma questo ci ha permesso di studiare quello che già c’era e dare delle soluzioni concrete: oggi nelle officine servono sia la chiave inglese sia tutta la parte tecnologica, visto che entreranno auto di nuova generazione con esigenze tecniche molto più avanzate rispetto al passato”.

Da qui l’obiettivo di costruire un programma capace di portare l’ “expertise”, cioè la competenza, lungo tutta la filiera, mettendo in connessione produttori di ricambi, distributori, ricambisti e officine.

Il cuore operativo del sistema è una piattaforma digitale dedicata alle officine, basata su un’applicazione semplice e immediata.

Il meccanico, quando un cliente entra in officina, potrà identificare subito il veicolo digitando la targa oppure semplicemente fotografandola con il telefono.

Da quel momento avrà accesso a tutti i dati della vettura, potrà verificare gli interventi di manutenzione necessari, inserire il chilometraggio e individuare gli interventi da programmare.

L’app fungerà anche da preventivatore e temporizzatore delle operazioni.

Il meccanico potrà così sapere quali ricambi sono necessari, quanto tempo richiederà l’intervento e generare rapidamente un preventivo da inviare al cliente.

Allo stesso tempo sarà possibile comunicare con il ricambista di fiducia tramite una chat integrata, chiedendo informazioni tecniche o chiarimenti sui codici prodotto.

Altro elemento chiave è il supporto tecnico.

Le officine potranno accedere a informazioni dettagliate sulla riparazione, schemi elettrici e documentazione tecnica, oltre alla possibilità di contattare direttamente specialisti del settore per ricevere assistenza.

Accanto agli strumenti digitali sono previsti anche servizi di visibilità e sviluppo della rete: kit immagine per le officine, presenza su un sito con locator e attività di comunicazione sui social network.

La piattaforma includerà inoltre una banca dati con codici già verificati, pensata per facilitare la ricerca dei ricambi e ridurre il problema dei resi.

Tra le evoluzioni previste anche la gestione delle registrazioni sul libretto elettronico delle vetture, che consente alle officine indipendenti di operare correttamente anche su veicoli ancora in garanzia.

Vantaggi per tutti

Il progetto prevede vantaggi per tutti gli attori della filiera.

I ricambisti potranno rafforzare il rapporto con i propri clienti autoriparatori grazie a uno strumento di comunicazione diretto che “crea un filo rosso continuo” tra officina e ricambista.

I distributori avranno la possibilità di creare fidelizzazione e valorizzare i marchi.

Per i fornitori, invece, il beneficio principale sarà la possibilità di arrivare fino all’officina.

Attraverso la piattaforma sarà infatti possibile diffondere promozioni, informazioni tecniche e contenuti dedicati, modulando la comunicazione a seconda che sia rivolta ai ricambisti o direttamente alle officine.

Il progetto si basa inoltre su partnership tecnologiche consolidate: TecRMI e TecDoc per la ricerca dei dati e degli schemi e AITEC per il supporto e l’assistenza tecnica alle officine.

Come evolve l’autoriparazione

Alla convention è intervenuto anche Mattia Tonon, Direttore Tecnico AITEC, spiegando come la vera sfida oggi non sia più la riparazione in sé, ma l’accesso ai dati del veicolo e alle informazioni per intervenire.

Nella fase attutale di “protezionismo del costruttore e controllo degli accessi”, come è stata definita da Tonon, moltissime operazioni richiedono infatti programmazione e codifica dei componenti.

“La sfida non è più saper riparare una macchina, ma l’accesso agli strumenti originali del costruttore e ai dati tecnici. Tuttavia, questi strumenti hanno costi molto elevati, difficilmente sostenibili per molte officine. Si stanno così diffondendo nuovi modelli di supporto come la diagnosi remota, attraverso cui centri specializzati affiancano le officine nelle procedure di programmazione, codifica e adattamento dei componenti”.

Fondamentale in tal senso anche l’introduzione del sistema europeo SERMI˙, nato per certificare gli autoriparatori e garantire loro l’accesso ai dati dei costruttori.

“Siamo passati da un’auto considerata un hardware a un sistema quasi completamente software”.

Non a caso, ha concluso Tonon, la domanda che oggi le officine si pongono non è più “come possiamo riparare quest’auto?”, ma “siamo autorizzati a ripararla?” ■

di Andrea Martinello