Strategia e operatività al centro dell’Assemblea degli Associati 2026 di Asso Ricambi. Il Consorzio punta a rafforzare legami e progettualità con i professionisti dell’aftermarket
Communitas: dove i legami diventano sistema”: questo il “filo rosso” dell’Assemblea degli Associati 2026 di Asso Ricambi, in una tre giorni (9-11 marzo) che ha riunito a Pero oltre 360 partecipanti tra ricambisti, fornitori partner, stampa e professionisti del settore.
Il Consorzio continua a lavorare sul tema di Communitas sviluppandone l’evoluzione: i legami che hanno caratterizzato la crescita del gruppo diventano infatti sistema. Il concept visivo dell’evento si ispira al bombo, piccolo insetto impollinatore, resistente e concreto, capace di operare in condizioni difficili: anche quando il clima è freddo e ventoso, con improvvisi cambiamenti, ciò che lo contraddistingue è la capacità di raggiungere i fiori più complessi, agendo con determinazione e costanza.
Una metafora che richiama il ruolo della distribuzione indipendente nell’aftermarket. “Ricambisti, fornitori e autoriparatori sono nodi di un sistema che vive di legami. Ogni giorno mettiamo in relazione prodotti, competenze, servizi e fiducia, garantendo continuità in un mercato complesso”, ha detto in apertura il presidente Andrea Camurati.
Risultati e prospettive del Consorzio
L’anno appena concluso è stato estremamente positivo per il Consorzio Assoricambi: il bilancio del 2025 registra una crescita a due cifre pari a +12%, consolidando il fatturato aggregato in sell-out di 405 milioni e superando i 254 milioni di acquisti su fornitori consortili. Cresce anche la quota trattante netta che si attesta al 78,07%.
Concorrono alla realizzazione di questi risultati anche i programmi esclusivi che Asso Ricambi mette a disposizione dei propri associati: la rete di officine Asso Service che al 31 dicembre 2025 conta 1.502 autoriparatori affiliati, i due marchi privati DriveAp e Asso Energy cresciuti rispettivamente del 20% e dell’11%, gli investimenti in digitalizzazione come il collegamento virtuale tra i magazzini e l’adozione di Odoo, il nuovo ERP aziendale.
Intervenendo in apertura, il presidente del Consorzio Andrea Camurati ha evidenziato la solidità di Assoricambi: 121 aziende che oggi garantiscono un servizio territoriale puntuale e preciso. “Intorno a questo nucleo esiste però una rete più ampia fatta di officine, fornitori e professionisti. Non solo degli interlocutori commerciali, ma soggetti con cui continuiamo a costruire progettualità e percorsi condivisi”.
Oltre alla rete, esiste poi un sistema più ampio, fatto di automobilisti, dinamiche competitive, trasformazioni tecnologiche e normative che stanno ridisegnando il settore. “In oltre 30 anni abbiamo trasformato i legami costruiti nel Consorzio in reputazione, credibilità e risultati tangibili per le nostre aziende sul mercato”.
Il passo successivo, secondo Camurati, è trasformare la comunità in un sistema vero e proprio. “Una comunità vive di relazioni, un sistema vive di connessioni organizzate, responsabilità condivise e di un equilibrio che si regge sulla coerenza delle scelte di ciascuno. Diventare un sistema non è rinunciare all’identità delle singole aziende ma rafforzarla attraverso una visione comune. Il successo del singolo consolida il sistema e il sistema amplifica il successo del singolo”.
Dalla strategia all’operatività
La parola è poi passata al direttore generale Giampiero Pizza che ha spostato l’attenzione dalla dimensione strategica a quella operativa. “Negli ultimi anni Asso Ricambi ha costruito molte relazioni solide tra ricambisti associati, fornitori partner e stakeholder. La sfida attuale è un’altra: trasformare questi legami in strategie e strumenti capaci di favorire l’evoluzione della nostra comunità in un sistema che richiede prima di tutto un cambio di mentalità.
Non dobbiamo più chiederci soltanto se una singola iniziativa funziona per la nostra azienda ma se contribuisce a un disegno più ampio”. Secondo il direttore questo passaggio si basa su tre concetti fondamentali: coordinamento, capacità di esecuzione e continuità.
Le progettualità comuni, ha spiegato, “non possono più essere gestite come iniziative isolate, ma come priorità condivise. Allo stesso tempo, un sistema è credibile solo se riesce a trasformare le idee in soluzioni utili e utilizzabili nelle aziende e sul mercato. Fondamentale è anche la continuità: non basta lanciare nuovi progetti, occorre mantenerli, farli evolvere e integrarli fra loro”.
Nel suo intervento Pizza ha posto anche una domanda provocatoria alla platea: “Secondo voi oggi cosa vende davvero un ricambista? Ricambi? Disponibilità? Prezzo?”. La risposta è stata netta: “Oggi un ricambista vende fiducia, velocità e competenza. Tre elementi che non compaiono in catalogo ma si costruiscono nel tempo attraverso organizzazione, processi e strategia”.
È proprio in questa direzione che si inserisce il piano strategico del Consorzio, costruito su quattro pilastri: dati e informazioni, coordinamento dei processi commerciali, creazione di asset comuni e una governance trasparente. L’obiettivo è “diventare più utili, più forti e più resilienti nei punti in cui il mercato mostra fragilità”, ha sottolineato Pizza.
Il primo obiettivo è il rafforzamento della struttura consortile come piattaforma a servizio degli associati. Negli ultimi mesi il lavoro si è concentrato su tre priorità: semplificare i flussi interni, migliorare l’integrazione tra le diverse aree del Consorzio e aumentare la capacità di governo dei progetti.
Gestione per portafoglio strategico e supporto agli associati
Il passo successivo sarà passare dalla gestione per progetti alla gestione per “portafoglio strategico”, aumentando il valore per associati, fornitori e stakeholder.
La priorità è doppia, come ha precisato Mirko Carrer, responsabile sviluppo rete associati: “Da una parte valutare in modo mirato le aree dove oggi siamo poco presenti e lavorare per migliorarle, dall’altra interrogarsi anche nei territori dove il Consorzio è già radicato, verificando se le aziende associate abbiano un reale interesse a sviluppare e rafforzare i programmi consortili”.
Per questo motivo anche il processo di ingresso è diventato più strutturato, partendo da un’analisi territoriale, dalla valutazione delle potenzialità fino alla verifica della reale volontà di partecipare allo sviluppo dei progetti e dei programmi consortili.
Il Consorzio assume inoltre un ruolo fondamentale nel guidare il cambiamento, come sottolineato da Ignazio Romeo, responsabile ICT. Margini più stretti, logistica e servizi più complessi e AI (che in versione agentica sta entrando pervasivamente nei processi aziendali) stanno infatti cambiando il contesto competitivo.
“Serve preparare i dati e trasformarli in governo aziendale, perché quando si inizia a misurare i processi emergono realtà spesso inattese. Dove non c’è misurazione si nasconde sempre inefficienza. E le inefficienze sono come piccoli buchi in una nave: uno magari non si vede, dieci forse nemmeno, ma cento buchi affondano la nave”.
Ed è proprio qui che il Consorzio diventa fondamentale. Asso Ricambi lavora infatti per sviluppare informazioni, strumenti e supporti utili alle imprese associate, trasformando l’esperienza collettiva in strumenti concreti.
“Quando decine di imprenditori affrontano gli stessi problemi, dalla logistica al sell-out, il Consorzio raccoglie queste esperienze, le analizza e le trasforma, con l’aiuto dei partner tecnologici, in soluzioni condivise: piattaforme, indicatori, procedure, webinar, integrazioni tecnologiche”, ha concluso Ignazio Romeo.
L’evoluzione del ricambista
I lavori sono proseguiti affrontando un altro nodo centrale del piano strategico: l’evoluzione del mercato aftermarket e il conseguente cambiamento del ruolo del ricambista.
“Non possiamo più ragionare esclusivamente per linee elettromeccaniche tradizionali”, è stato sottolineato da Francesca Spina, responsabile commerciale & marketing. “L’aftermarket di oggi è profondamente diverso da quello di vent’anni fa: stanno cambiando i modelli di business dei ricambisti, le esigenze delle officine e, di conseguenza, anche le relazioni tra distributori e fornitori”.
Da qui nasce anche un nuovo modo di concepire il rapporto con i fornitori visto come una collaborazione costruita su tre dimensioni fondamentali. La prima riguarda i servizi, che devono aiutare il ricambista a crescere e a differenziarsi; la seconda è la formazione, necessaria per sviluppare nuove competenze; la terza sono programmi strutturati capaci di accompagnare davvero il mercato.
In questa logica si inserisce anche il ruolo dei marchi privati del Consorzio, pensati per migliorare il posizionamento degli associati e rendere più efficiente l’approvvigionamento.
“I risultati più recenti ne confermano il potenziale: nel 2025 i brand consortili hanno registrato una crescita significativa, con +20% per DriveAp e +11% per Asso Energy” ha sottolineato Mariavalentina Genoese, responsabile trade marketing.
“Altro elemento centrale è il modello di acquisto consortile, su cui il Consorzio sta lavorando per renderlo più veloce, più efficiente e più intelligente, capace di generare valore per l’intero sistema”.
“La forza della Communitas si vede nei legami. La forza del sistema si vede nella capacità di raccontarli con chiarezza, continuità e responsabilità. Ed è su questo che continueremo a lavorare”, ha aggiunto Luca Nicolì, responsabile comunicazione ed eventi.
“Oggi il nostro impegno è consolidare il lavoro svolto per valorizzare la reputazione del Consorzio come sistema maturo, organizzato e affidabile”.
Asso Service: la forza della rete
Sotto i riflettori anche la rete Asso Service. “Il nostro lavoro non finisce quando il ricambio esce dal banco: in realtà è proprio lì che inizia la parte importante”, affermano Francesco De Vico e Maurizio Sindoni, i due field area manager.
“La competitività dell’aftermarket dipende anche dalla forza delle officine con cui i ricambisti collaborano quotidianamente e lo scopo di Asso Service è proprio accompagnare gli autoriparatori in un percorso concreto di crescita”.
Non solo ricambi
L’Assemblea di Asso Ricambi ha visto anche gli interventi di Dario Fabbri, analista geopolitico e direttore della rivista “Domino”, che ha dato una chiave di lettura degli attuali equilibri internazionali e delle tensioni che influenzano i sistemi economici.
A seguire Cesare Alemanni, giornalista e saggista, è intervenuto sul palco con una riflessione sulle trasformazioni dell’industria automobilistica e sulle evoluzioni del modello industriale contemporaneo.
Particolare rilievo hanno avuto le sessioni di incontro diretto tra ricambisti associati e partner: gli oltre 60 desk dei fornitori sono stati il fulcro degli incontri one-to-one, segno concreto di un dialogo operativo e continuo orientato allo sviluppo di nuove progettualità.
L’Assemblea si conferma così un passaggio strategico per la Communitas di Asso Ricambi, volto a consolidare il posizionamento del Consorzio come sistema strutturato e riconoscibile all’interno del mercato aftermarket. ■
a cura di Andrea Martinello

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