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Aftermarket: primo semestre 2019 a -0,6%

Leggera flessione del mercato aftermarket alla fine dei primi sei mesi dell'anno: 4 famiglie di prodotto sulle 5 rilevate chiudono col segno meno. Fatturato in crescita solo per i materiali di consumo

Secondo i dati del Barometro Aftermarket – rilevazione statistica interna al Gruppo Componenti Anfia che fornisce un trend indicativo dell’andamento del mercato dei ricambi automotive su base mensile  a livello consolidato e per singole famiglie prodotto – il fatturato aftermarket registra una leggera flessione, risultando in calo dello 0,6% nel primo semestre 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, che aveva chiuso a +2,3% rispetto a gennaio-giugno 2017. Ad un primo trimestre in rialzo dell’1,2%, è seguita una contrazione nel secondo trimestre: – 2,4%.

Guardando all’andamento delle singole famiglie prodotto, quattro su cinque presentano il segno meno. La flessione più significativa è quella dei componenti motore, che segnano un -8,8%, proseguendo la tendenza negativa di un anno fa: il primo semestre 2018 era concluso con un -5,5%. In ribasso del 7,9% anche i componenti di carrozzeria e abitacolo, che avevano riportato una crescita a doppia cifra (+14,4%) nel primo semestre 2018, mentre il calo è più contenuto per i componenti undercar (-3%), che nel primo semestre 2018 avevano chiuso a -0,8%, e per i componenti elettrici ed elettronici (-1,8% dopo il +7,5% di gennaio-giugno 2018). Solo per i materiali di consumo (+7,2%) il fatturato è in crescita, con un miglioramento delle performance rispetto al primo semestre dello scorso anno (+6,2%).

“Il mercato dei ricambi automotive, dopo il segno positivo riportato nel 2018 (+0,8%), inverte la tendenza nel primo semestre del 2019 (-0,6%), che ha contato un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso periodo del 2018 (125 giorni nei primi sei mesi del 2019 contro 126 giorni nel primo semestre 2018) – commenta Paolo Vasone, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti Anfia.

Andando a confrontare questo risultato con l’andamento del mercato auto in Italia, si riscontra, per quest’ultimo, un primo semestre 2019 negativo (-3,5%), con un ribasso anche per le vendite di auto usate (-5,7%).

La crescita del fatturato dei materiali di consumo, l’unica registrata tra le famiglie di prodotto considerate, è probabilmente riconducibile alla manutenzione ordinaria delle vetture in circolazione, peraltro caratterizzate da un’età media ancora molto alta (l’età mediana è di 11 anni e 3 mesi a fine 2018). Il segno negativo delle altre famiglie di prodotto lascia pensare, invece, sia alla possibile incidenza di un calo delle percorrenze chilometriche nelle città – ipotesi supportata dai vari provvedimenti regionali e comunali di limitazione del traffico, soprattutto nelle regioni del bacino padano – sia allo scotto che il comparto aftermarket paga, a distanza di qualche anno, del picco negativo di immatricolazioni di vetture nuove registrato nel 2013, quando il mercato è sceso a 1,3 milioni di nuove registrazioni, sui livelli di 30 anni prima. La media annuale delle vendite nell’ultimo decennio, 2009-2018, è stata di 1,72 milioni di auto contro i 2,32 del decennio precedente (1999-2008).

A una riduzione del fatturato derivante dal segmento dei componenti motore, in realtà, si assiste dal 2017, a segnare una tendenza che, in generale, riflette anche il crescente livello qualitativo dei componenti della vettura, che ne determinano un allungamento della vita media, con conseguenti minori interventi sul sistema motore, in assenza di guasti importanti.

Più che di segnali di rallentamento – conclude Vasone – potremmo parlare, piuttosto, di segnali di cambiamento, un cambiamento che tocca l’intero settore automotive, che è tangibile ormai da diversi anni e che sollecita anche il post-vendita ad adeguarsi al nuovo: non solo a volumi di vendita più contenuti, ma, soprattutto, a un nuovo approccio alla mobilità, vissuta come servizio e sempre più customizzata. La filiera dell’aftermarket deve continuare a dare risposte adeguate, puntando sulla qualità dei prodotti, sulla professionalità, sull’attenzione massima alle richieste del cliente e sull’aggiornamento delle competenze del personale, specialmente in riferimento al ruolo sempre più centrale dell’elettronica e della telematica sul veicolo, nonché alla sua progressiva elettrificazione e connettività. Questa la strategia che le aziende della sezione Aftermarket di Anfia sicuramente seguiranno, allo scopo di mantenere e incrementare gli elevati tassi di copertura delle gamme offerte e le relative quote di mercato”.

Il cambiamento interessa anche il mondo dell’aftermarket dei veicoli pesanti – aggiunge Alessio Sitran, Responsabile Area Mercato Autocarro di Anfia-Aftermarket. Il segmento del postvendita autocarro, come l’insieme del comparto dedicato ai servizi di manutenzione e assistenza, subirà sempre più una trasformazione finalizzata, da un lato, all’introduzione massiva di tecnologie che diventeranno centrali nel prodotto ‘veicolo’, alzando il livello qualitativo delle richieste della clientela, dall’altro alla necessità, per gli operatori aftermarket, di porre sempre più l’accento sull’innovazione di processo, per intercettare in misura crescente l’elemento di valore collegato alla fornitura ai servizi di manutenzione e ricambio”.

“Il calo di fatturato rilevato nel secondo trimestre 2019 – osserva, infine, Massimo Pellegrino, Responsabile Area Rapporti con le reti indipendenti di distribuzione di Anfia-Aftermarket – è sì frutto anche di una flessione della domanda, specie per alcune famiglie di prodotti (vuoi per la stagionalità e, soprattutto, per la qualità sempre crescente dei componenti), ma si può anche leggere come conseguenza della riduzione degli stock presenti a tutti i livelli della filiera distributiva aftermarket. Da parte di alcune organizzazioni di distribuzione emerge, infatti, la volontà di migliorare i flussi di cassa, abbassando sensibilmente i valori degli stock nei magazzini centrali e periferici”.